giovedì 23 gennaio 2014

Febbre da romanzo rosa.

Non so voi,ma personalmente vado in periodi di lettura monotematici.
Può trattarsi di un autore, e allora mi faccio fuori metà delle sue opere in pochi giorni,o di un genere, ed eccomi a macinare chilometri di gialli,chick lit…o altro.
Questa settimana mi ha preso la febbre del romanzo rosa.
Sono stata lontana solo dagli Harmony,ma per il resto ci ho dato dentro.


Ho iniziato con Palazzo Sogliano della Modignani.Mi sembrava dovuto,del resto è l’imperatrice italiana del genere.


                          




TitoloPalazzo Sogliano

Autrice:Sveva Casati Modignani

Pagine: 517

Editore:Sperling & Kupfer





Non è una autrice che conosco particolarmente bene,è solo il suo quarto romanzo che affronto,ma ci sono autori che poco sorprendono e questo è il caso.
La Modignani odora di anni ’80.Sembra un po’il corrispettivo nell’abbigliamento della giacca con le spalline:certo torna sempre di moda ma sfido chiunque a trovare una donna che stia meglio con le spalline imbottite che senza.
Non scervellatevi,non esiste.
Le va comunque riconosciuta una penna elegante e quintali di tecnica:questa donna sa il fatto suo.
Ma quello che mi ha più indispettito è stata la totale mancanza di personaggi “cattivi”.
In Palazzo Sogliano sono tutti buoni,belli,ricchi,intelligenti. Persino coloro che per tradizione dovrebbero essere bastardi (vedi alla voce “amanti”) sono delle gran brave persone.

E no Sveva!E dai!Ma dico io uno,uno solo che da piccolo ha rubato le gomme dal tabaccaio o che ha parcheggiato in divieto di sosta o che non si è lavato le mani dopo aver fatto la plin plin me lo dovevi inserire!
Ma tu cosi urli “Vade retro Satana”alla distinzione manichea tra bene e male!
Non ci siamo.Bocciata. Voto: 4/10.

Ti rileggo appena tornano di moda i calzettoni a scacchi.

(Che dite?Non vi sento!Stanno tornando già?Alle brutte notizie non c’è mai fine!)





Passiamo allora al secondo romanzo:Il giardino dei segreti di Kate Morton.







Titolo:Il giardino dei segreti

Autrice: Kate Morton

Pagine: 593

Editore: Sperling & Kupfer





Qui la Kate mi da soddisfazione perché di cattivi ce ne sono un bel po’:la pseudo-matrigna,la zia,lo zio,l’investigatore.Tanta brutta gente e quintali di omertà!Ah finalmente!
La storia si sviluppa su tre piani temporali separati andando a scovare e ricostruire la storia di una famiglia dal 1900 al presente.
Avrei sfrondato con un bel paio di cesoie buona parte delle pagine,ma a parte questo dettaglio (?) è un romanzo gradevole soprattutto perché siamo interessati al disvelamento dei segreti che si nascondono.
E’insieme alla protagonista infatti che piano piano scopriamo tutta la storia e per certi versi c’è anche molto giallo, tanto che alla fine ci scappa il morto ammazzato.

Nell’insieme non male:voto 6/10.Rimandata a settembre (abbiate pietà ma mi sono diplomata parecchi anni fa) nella materia Sintesi.




E via con il terzo: Coincidenze che fanno innamorare di Sue Watson




Titolo:Coincidenze che fanno innamorare

Autrice: Sue Watson 

Pagine: 376

Edito da Newton Compton








Siamo a metà strada tra il rosa e il chick lit in questo caso tant’è che si è rivelata la lettura più divertente.
La nostra protagonista,tradita dal marito (finalmente qui l’amante è una bastarda…Sveva prendi appunti!) e licenziata si reinventa facendo torte.
In realtà fa anche parecchie altre cose,ma ci tengo a soffermarmi sull’argomento pasticceria e vorrei dire solo una cosa:esiste un romanzo inglese o americano di questo genere in cui non compaia un dannatissimo cupcake????????
Ma non se ne può più!Tortine a destra, tortine a manca, tutte con sapori paradisiaci e talmente belle che nemmeno Michelangelo avrebbe saputo fare di meglio.
Ma una che si mette a fare la benzinaia no??Una che ignori cosa sia la Red Velvet e non sappia separare il bianco dal tuorlo?
No.Niente.Nada.
Se ti trovi disoccupata in un rosa non hai alternative:infila il grembiule e prepara impasti.
Vabbe.Me ne farò una ragione anche se i dolci non so cucinarli e le cupcakes onestamente mi fanno abbastanza schifo.
Dimenticando per un attimo il livore culinario il romanzo è carino:divertente (l’ho già detto,vero??),ironico,a tratti sdolcinato e con il lieto fine.
Siamo nel classico insomma,ma un classico che funziona.
Voto:7/10.


Ora dopo questa scorpacciata letteraria per compensazione dovrò leggere Musil in aramaico.
O magari no.
Magari mi leggo un Harmony ;- )

W i romanzi rosa!(In dosi controllate!)

Nessun commento: