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martedì 18 marzo 2014

La culla buia











Autrice: Sophie Hannah

Pagine: 438

Edito da Garzanti nel 2012

Consigliato? Ma anche no!



Descrizione:
L'incubo inizia sempre nello stesso modo.E'stata una lunga nottata,il pianto del neonato intermittente,la stanchezza che ti attanaglia gli occhi.Ma finalmente,alle prime luci dell'alba,il bambino si è addormentato.E tu sei crollata dalla stanchezza.Solo pochi minuti,appena riaperti gli occhi sei subito corsa verso la culla per vedere le sue manine paffute protendersi verso di te.Ma il piccolo è immobile.Lo tocchi, e non respira più... Per molte donne questo è solo un brutto sogno da cui risvegliarsi in un bagno di sudore.Ma per Helen Yardley, Ray Hines e Sarah Jaggard l'incubo è continuato anche una volta sveglie.Il loro bambino è morto,senza una ragione apparente.Tutte sono state accusate di infanticidio e ci sono voluti lunghi processi e molti anni di prigione,prima che fossero scagionate."Morte in culla" è il verdetto finale.Fliss Benson è una giovane produttrice televisiva,a cui viene affidato l'incarico di girare un documentario sulla loro vicenda.Questo è l'ultimo progetto a cui vorrebbe lavorare,perché riapre in lei una ferita mai sanata che riguarda il suo passato.La mattina in cui sta per rinunciare all'incarico riceve un biglietto con sedici cifre.Un biglietto oscuro e ricattatorio.A indagare sulla minaccia è la poliziotta Charlie Zailer, a quale scopre che gli stessi numeri sono stati inviati anche alle tre donne accusate di infanticidio.




Bleah!!!

Io di questo libro non vorrei parlarne,davvero.
E’solo che fa talmente schifo che dentro di me avverto una sorta di “dovere morale”a sconsigliarvelo.
Insomma non potrei più guardarmi serenamente allo specchio sapendo che qualcuno di voi ha speso dei soldi per leggere questo scempio quando io potevo salvarlo.
Adesso,manie di onnipotenza a parte,vi ribadisco due parole sulla trama:le morti in culla.
Ci sono dei neonati morti improvvisamente:cause naturali o madri assassine?
Scopo del giallo è capire se sono colpevoli o innocenti e perché qualcuno vuole ucciderle.
Fin qui tutto chiaro.

Ora,io ho più volte ammesso di non avere le doti de La signora in giallo:non capisco mai chi è il colpevole.
Ma insomma è giusto cosi altrimenti mi perderei i colpi di scena e l’autore/rice avrebbe fallito.
Da qui però a non capire niente ce ne passa.
Il vero problema di questo libro è che questa disgraziata dell’autrice non ha idea di come si caratterizzi un personaggio.
(Non che io ce l’abbia ma quantomeno non scrivo romanzi!).
Ci da tutta una serie di notizie assolutamente inutili sui nostri protagonisti,ma non quelle fondamentali,tanto che fino all’ultima pagina facevo uno sforzo immane a capire chi era chi.
Aggiungiamo una montagna di descrizioni superflue,la ripetizione ossessiva degli stessi ragionamenti,colpi di scena che non hanno nulla dei colpi di scena ma ti fanno solo sbottare in un “E quindi?????”urlato al muro e il quadro è completo.
Vi faccio un esempio:c’è una coppia di poliziotti che indaga al caso,devono sposarsi ma non hanno mai fatto sesso.
E’rilevante ai fini della trama?No.
Si scopre alla fine perché non fanno sesso?No.
Perché mettere questa cosa nel libro?Non si sa.

Alla fine il mistero resta,e non è chi è l’assassino:è’chi diamine ha deciso di pubblicare questo libraccio.


domenica 16 febbraio 2014

Tra orgoglio e pregiudizio,Maria Mazzariello











Autrice: Maria Mazzariello

Pagine: 271



Descrizione:

Elizabeth Bennet ha 17 anni, ha sempre vissuto a Longbourn, piccolo paesino dello Hertfordshire, e sogna di viaggiare per il mondo; William Darcy è l’erede di una delle famiglie aristocratiche più ricche del regno. Due ragazzi diametralmente opposti ma destinati a incontrarsi e scontrarsi quando Charles Bingley, il miglior amico di William, si trasferisce per l’estate a Netherfield Park – lussuosa tenuta non troppo lontana dalla casa dei Bennet – portandolo con sé. Ed è subito antipatia. Alimentata dalla presunzione e dall’arroganza di lui e dal forte pregiudizio di lei, verso un ragazzo troppo ricco e troppo pieno di sé. Tra incomprensioni e gelosie, tra odio e risentimento, una delle storie d’amore più famose degli ultimi secoli riscritta per i più giovani e riadattata ai giorni nostri. 





Negli anni tutti noi lettori affiniamo le tecniche di acquisto,imparando a districarci nella giungla libresca come veri Tarzan (o Jane) letterari.
Voliamo in sella a delle liane immaginarie da uno scaffale all’altro senza farci incantare da copertine luccicanti,fascette che proclamano il milionesimo caso editoriale dell’anno,trame che sembrano succulente come arrosti salvo poi rivelarsi corpose come un brodino fatto con il dado.

Ma c’è un caso specifico in cui io mi trasformo in una vera dilettante dell’acquisto:quando c’è di mezzo Jane Austen.
Che sia In viaggio con Jane Austen,Un tè con Jane Austen o persino In bagno con Jane Austen,io non resisto.
Come  avrei dunque potuto mantenermi di fronte al titolo Tra orgoglio e pregiudizio?
No,non avrei potuto.
Ma le prime pagine sono state sufficienti a farmi comprendere l’errore commesso.

Il romanzo si presenta come una riscrittura in chiave moderna della più famosa opera  della Austen.
Ritroviamo  tutti i personaggi  e tutti i fatti:l’amore tra Elizabeth e Darcy,quello tra Jane e Charles Bingley,le manipolazioni di Caroline,sorella di quest’ultimo,le nevrosi della signora Bennett,l’apatia del signor Bennett,la fuga di Lydia con Wickham.
Insomma c’è davvero tutto.
Praticamente si tratta di una copia.
Il problema è che è una brutta copia.
Lo stile è ovviamente imparagonabile:scialbo,banale,piatto.
Ma il vero problema è che il tutto risulta poco credibile.
Nel suo tentativo di imitazione l'autrice mette in bocca ai personaggi termini arcaici,desueti che una persona degli anni Duemila non solo non utilizzerebbe mai,ma in molti casi nemmeno conosce.
Poi ogni tanto butta in mezzo un sms al posto di una lettera,un jeans al posto di un vestito di merletto e il gioco è fatto.
Ma è fatto male.
I romanzi della Austen sono profondamente legati al contesto sociale ed oggi quello che lei raccontava non può stare in piedi:le donne sono libere di esprimersi,le convenzioni sociali sono quasi un dinosauro del passato,la divisione tra classi non è più ostacolo ad una unione.

E’pura follia riportare tutto questo al presente.
Ne viene fuori un vero polpettone in cui gli ingredienti non si amalgamano,non legano.
Ma la colpa è mia.
Lo so.
La prossima volta che leggo un titolo che fa riferimento alla Austen devo aggrapparmi alla liana e fuggire.

Rigorosamente sconsigliato.

Meglio leggere le istruzioni di Ikea.
Anche in svedese.

domenica 2 febbraio 2014

Pubblicazioni inspiegabili.







Titolo: Amiche e ortiche

Autrice: Cristina Obber

Pagine: 233

Pubblicato nel 2008 da Dalai Editore

Consigliato: Meglio leggere la lista ingredienti del bagnoschiuma.



Descrizione:

Una storia di donne e di amicizia, tra complicità e bugie. Tante donne, tante vite con cambiamenti più o meno importanti. Agata frequenta il centro benessere "Capricci di Cleopatra" dove in un mese spende quanto guadagna un metalmeccanico. Stefania cerca di conciliare lavoro e tre figli piccoli. Patrizia, scorbutica e intrattabile, sopravvive a un grande dolore. Brunella si occupa dell'azienda di famiglia e cambia uomini come accessori, mentre il padre si dedica a giochetti erotici con accompagnatrici ora russe, ora cinesi, talvolta gonfiabili. Francesca, titolare del centro, vuole lasciare il marito perché si è innamorata di una professoressa di storia. Dolores è una venezuelana tutta tette e astri, e Cinzia fa l'estetista. Sidonia si occupa delle pulizie e vorrebbe partecipare a un quiz televisivo. Caterina è un'ex insegnante depressa a causa di un marito che la trascura per dedicarsi al modellismo navale. E poi c'è Agata. Felice e realizzata, con un marito che la ricopre di attenzioni. Ma è proprio quando tutto sembra perfetto, che Agata scopre che lui la tradisce con chi capita. Quando Sergio, messo alle strette, se ne va, Agata dovrà fare i conti con la solitudine. Nulla potrà essere più come prima ma è di quel "prima" che cercherà di riappropriarsi: il suo scampolo di felicità, il suo imperfetto matrimonio.



La mia "pacata" opinione:


Esistono i romanzi brutti.
Esistono quelli inutili.
Esistono quelli senza senso.
Esistono quelli scritti male.
Esistono quelli che semplicemente non ci piacciono.
E poi esistono quelli che possono servire solo da zeppa per un tavolo che traballa.

Ma c’è una categoria ancora più infima: quelli che ti fanno desiderare di andare dall’editore e cantargli come faceva Masini :-”Perchèèèèèèèè lo faiiiiiiiiiiiiii?”
E’questo il caso di Amiche e ortiche.
Vorresti chiedere perché.
E non ne sei nemmeno in una fase ecologista,quindi non è questione di carta sprecata o di braccia rubate all’agricoltura.
E’proprio che vuoi capire come diamine sia saltato in mente a qualcuno di pubblicare una roba del genere.
Ma forse è meglio spiegarmi.

Il “romanzo”parla di amiche e fin qui ci siamo.
Amiche che frequentano lo stesso centro benessere e anche fin qui ci posso arrivare.
Amiche,talmente amiche,che nonostante qualche ortica nel loro rapporto sono la dimostrazione della solidarietà femminile.
I miei neuroni comprendono anche questo.

Passiamo a quello che non capisco.
Queste carissime donne vengono immediatamente buttate nel racconto.
C’è Agata,Dolores,Caterina,Brunella,Francesca ecc.ecc.ecc.
Ora io come faccio a distinguerle l’una dall’altra?
Sono preveggente?Non mi pare.
Sono onnisciente?Asserisco con forza di no.
Devo dedurre che l’autrice sia convinta che frequento lo stesso centro benessere e faccio la sauna tutti i giorni con loro.
Altre argomentazioni non ne possiedo.
Quindi mi trovo ad arrancare tra un personaggio e un altro:questa lavora troppo (ma anche l’altra),questa è sposata (ma anche l’altra),questa ha i figli (ma anche l’altra).
Non mi viene in soccorso nemmeno il colore dei loro capelli,niente.Manco quello mi viene detto.
E già questo è un bel problema.Non so di chi sto leggendo.
Dopodichè si era detto che erano amiche vero?
Mmmmh.
Allora com’è che quando una di loro si dichiara improvvisamente lesbica le altre la guardano come un branco di leghiste?
E perché una si è fatta il marito dell’altra?
E com’è che la poverina che ha perso la sorella di tumore non viene chiamata mai?Nemmeno un misero sms che oggi con le offerte sono pure gratuiti.
Ma fosse anche un problema di diversa visione dell’amicizia tra me e l’autrice ci starei.

La nuda verità è che questo romanzo fa schifo.
E che tu speri che a un certo punto migliori.
Invece è sempre peggio.
Talmente peggio che non vuoi andare tu a chiedere all’editore “Perché lo fai?”.
Vuoi portarti dietro Masini e fargliela cantare tutta da lui.

Solo per punirlo.

giovedì 19 dicembre 2013

Grande amore di Ann Brashares












Titolo: Grande amore

Autrice: Ann Brashares

Pagine: 300

Edizione del 2011 a cura di Newton Compton

Consigliato:Nemmeno sotto minaccia!







Descrizione: 

Daniel ha attraversato gli oceani del tempo per trovare Sophia. La "memoria", la capacità di ricordare la sua vita passata, è per lui un dono ma anche una maledizione. Ora Sophia è Lucy, una studentessa liceale, e non crede a una sola parola di ciò che le dice Daniel: le sembra impossibile che nelle loro precedenti vite si siano amati e poi siano stati separati da una crudele forza misteriosa. Ma Daniel sa che loro due sono stati insieme: in Asia Minore nel 552, nell'Inghilterra del 1918, e poi in Virginia nel 1972. Brevi, fugaci attimi di passione che la morte ha sempre brutalmente spezzato. Anche oggi le loro anime si stanno cercando, e ancora una volta quella misteriosa forza è pronta a separarli. Un'avventura romantica che si snoda attraverso i secoli per abbracciare non una ma tante vite, inseguendo l'unico, vero, grande amore.





VEDI DI NON REINCARNARTI MAI PIÙ!

Sono a letto con la febbre da tre giorni e si sa in queste condizioni non è che la mente sia lucidissima,per cui avevo bisogno di un libro “facile”.
Recupero Grande amore che avevo da mesi,ma (saggiamente) non avevo mai letto.
Mi trovo alle prese con un romanzo sulla reincarnazione.
Daniel,il protagonista maschile ha un dono:ricorda tutte le sue vite precedenti.In alcune di queste ha incontrato la stessa donna,ma per un motivo o per l’altro non è mai riuscito a vivere felicemente con lei.

(E vedi tu!La prima volta che l’hai incontrata l’hai uccisa!Mio caro Daniel oltre a blaterare di reincarnazione hai mai sentito parlare di Karma?)

Comunque,finalmente nel 2006 la ritrova nuovamente.Tra flashback nelle precedenti vite,maghe e ipnotisti,il cattivo di turno e di contraltare il saggio di turno,capitoli narrati da lei e capitoli narrati da lui ho finito la mia lettura.
In primis un mea culpa:non sapevo fosse una trilogia e sono rimasta come una scema quando l’ho capito.
Inutile aggiungere che il secondo libro mai mi avrà:il 90%delle pagine è assolutamente inutile ai fini della storia,il linguaggio che vorrebbe essere romantico è smielato e inidoneo persino a una ragazzina di 13 anni,i pochi personaggi non godono di alcun tipo di caratterizzazione,idem per i luoghi.Non parliamo poi del tema del grande amore che si insegue nei secoli dei secoli (Amen!) che è trito e ritrito.

Ora devo solo decidere che fine far fare alle pagine per non sprecare tanta carta:
Ipotesi a)Le uso per lavare i vetri.
ipotesi b)Bagnate e appallottolate le metto nelle scarpe che mi vanno strette.
Ipotesi c)Ci incarto piatti e bicchieri per il mio prossimo trasloco.
Ipotesi d)Coriandoli per carnevale.
Daniel,fai una cosa buona….muori e vedi di non rinascere più!

sabato 14 dicembre 2013

Uno splendido disastro



Titolo: Uno splendido disastro

Autrice: Jamie Mc Guire

Pagine: 335

Pubblicato nel 2013 da Garzanti


Descrizione:
Camicetta immacolata,coda di cavallo,gonna al ginocchio.Abby Abernathy sembra la classica ragazza perbene,timida e studiosa.Ma in realtà Abby è una ragazza in fuga.In fuga dal suo passato,dalla sua famiglia,da un padre in cui ha smesso di credere.E ora che è arrivata alla Eastern University insieme alla sua migliore amica per il primo anno di università ha tutta l'intenzione di dimenticare la sua vecchia vita e ricominciare da capo.Travis Maddox di notte guida troppo veloce sulla sua moto,ha una ragazza diversa per ogni festa e attacca briga con molta facilità.C'è una definizione per quelli come lui:Travis è il ragazzo sbagliato per eccellenza.Abby lo capisce subito appena i suoi occhi incontrano quelli castani di lui e sente uno strano nodo allo stomaco:Travis rappresenta tutto ciò da cui ha solennemente giurato di stare lontana.Eppure Abby è assolutamente determinata a non farsi affascinare.Ma quando,a causa di una scommessa fatta per gioco,i due si ritrovano a dover convivere sotto lo stesso tetto per trenta giorni,Travis dimostra un'inaspettata mistura di dolcezza e passionalità.Solo lui è in grado di leggere fino in fondo all'anima tormentata di Abby e capire cosa si nasconde dietro i suoi silenzi e le sue improvvise malinconie.Solo lui è in grado di dare una casa al cuore sempre in fuga della ragazza.Ma Abby ha troppa paura di affidargli la chiave per il suo ultimo e più profondo segreto.





DISASTRO E BASTA.

Mentre leggevo questo romanzo un pensiero balenava nella mia mente:”E’più idiota questo libro o sono più idiota io che lo sto leggendo?”
Vagavo immersa in questo amletico dubbio di elevata caratura morale quando illuminante è arrivata la risposta:”Gli idioti veri sono i due protagonisti.”
Due imbecilli più grandi io nella mia vita mai li avevo trovati.
(Nella mia vita letteraria intendo,perché nella realtà ho incontrato anche di peggio….)
Eppure sono una lettrice avida e di scarse pretese che non disdegna cose alla Twilight (Bella ed Edward al confronto sono tipo Dario Fo e Franca Rame…),Harmony e quanto di più “basso” la letteratura proponga.

Ma bando alle ciancie sui miei gusti libreschi e veniamo ai motivi dell’idiozia dei giovani protagonisti.
Lui,Travis:è un genio a scuola,ha una famiglia che lo adora,padre saggio,fratelli divertenti,è forte,bello e muscoloso ma…ma sembra una femmina isterica a cui il ciclo non passa da dieci anni.
(Si, il riferimento al ciclo è tecnicamente offensivo,ma dato che viene da una donna,accettatelo come politicamente corretto.)
Quando non fa a botte con qualsiasi cosa gli capiti sotto mano (spazzolone del water compreso) lui piagnucola.
Si,piagnucola.
Il virile macho muore dalla paura che la fidanzatina lo lasci e non fa altro che ripetere: “Dimmi che mi ami,senza te non vivo,solo per te esisto e micio micio bau bau.”
Rivolgiamo allora la nostra attenzione alla fidanzatina che tanto lo inquieta:soprannominata Pigeon (ma perché???),è una verginella dal cardigan di cachemire,con madre alcolizzata,padre fetente e famoso giocatore di poker.
La dolce donzella,anche se non specificato all’interno del romanzo,deve certamente essere stata lobotomizzata alla tenera età di dieci anni.

Nessuna altra spiegazione reggerebbe infatti rispetto alla sua capacità di tollerare i piagnucolii di cui sopra e alla assoluta mancanza di carattere.
Ogni tanto molla Travis,che nel frattempo spacca qualcos’altro e piagnucola,(Bastaaaaaaaaaaaaa cretino!!!)salvo poi rendersi conto che il loro amore è unico (Ah davvero??)e tornare da lui.

Ora tutto questo lieto racconto non è nemmeno scritto particolarmente male (a parte un eccesso di dialoghi)è proprio la trama che è brutta.
No ma brutta,brutta,brutta!

Non brutta e basta!
Ed è anche stupida.
Come Travis,come Pigeon e come la sottoscritta che per insondabili motivi (avessero lobotomizzato anche me?)leggo queste storie.

Buona lettura…ma solo se non sceglierete sta fetecchia.
Si può dire fetecchia???

P.S.:La Mc Guire non ha resistito e ha pubblicato anche un secondo romanzo sugli stessi protagonisti.
Si intitola Il mio disastro sei tu.
Che Dio ce ne scampi!!