Titolo: Amiche e ortiche
Autrice: Cristina Obber
Pagine: 233
Pubblicato nel 2008 da Dalai Editore
Consigliato: Meglio leggere la lista ingredienti del bagnoschiuma.
Descrizione:
Una storia di donne e di amicizia, tra complicità e bugie. Tante donne, tante vite con cambiamenti più o meno importanti. Agata frequenta il centro benessere "Capricci di Cleopatra" dove in un mese spende quanto guadagna un metalmeccanico. Stefania cerca di conciliare lavoro e tre figli piccoli. Patrizia, scorbutica e intrattabile, sopravvive a un grande dolore. Brunella si occupa dell'azienda di famiglia e cambia uomini come accessori, mentre il padre si dedica a giochetti erotici con accompagnatrici ora russe, ora cinesi, talvolta gonfiabili. Francesca, titolare del centro, vuole lasciare il marito perché si è innamorata di una professoressa di storia. Dolores è una venezuelana tutta tette e astri, e Cinzia fa l'estetista. Sidonia si occupa delle pulizie e vorrebbe partecipare a un quiz televisivo. Caterina è un'ex insegnante depressa a causa di un marito che la trascura per dedicarsi al modellismo navale. E poi c'è Agata. Felice e realizzata, con un marito che la ricopre di attenzioni. Ma è proprio quando tutto sembra perfetto, che Agata scopre che lui la tradisce con chi capita. Quando Sergio, messo alle strette, se ne va, Agata dovrà fare i conti con la solitudine. Nulla potrà essere più come prima ma è di quel "prima" che cercherà di riappropriarsi: il suo scampolo di felicità, il suo imperfetto matrimonio.
La mia "pacata" opinione:
Esistono i romanzi brutti.
Esistono quelli inutili.
Esistono quelli senza senso.
Esistono quelli scritti male.
Esistono quelli che semplicemente non ci piacciono.
E poi esistono quelli che possono servire solo da zeppa per
un tavolo che traballa.
Ma c’è una categoria ancora più infima: quelli che ti fanno
desiderare di andare dall’editore e cantargli come faceva Masini :-”Perchèèèèèèèè
lo faiiiiiiiiiiiiii?”
E’questo il caso di Amiche e ortiche.
Vorresti chiedere perché.
E non ne sei nemmeno in una fase ecologista,quindi non è
questione di carta sprecata o di braccia rubate all’agricoltura.
E’proprio che vuoi capire come diamine sia saltato in mente
a qualcuno di pubblicare una roba del genere.
Ma forse è meglio spiegarmi.
Il “romanzo”parla di amiche e fin qui ci siamo.
Amiche che frequentano lo stesso centro benessere e anche
fin qui ci posso arrivare.
Amiche,talmente amiche,che nonostante qualche ortica nel
loro rapporto sono la dimostrazione della solidarietà femminile.
I miei neuroni
comprendono anche questo.
Passiamo a quello che non capisco.
Queste carissime donne vengono immediatamente buttate nel
racconto.
C’è Agata,Dolores,Caterina,Brunella,Francesca ecc.ecc.ecc.
Ora io come faccio a distinguerle l’una dall’altra?
Sono preveggente?Non mi pare.
Sono onnisciente?Asserisco con forza di no.
Devo dedurre che l’autrice sia convinta che frequento lo
stesso centro benessere e faccio la sauna tutti i giorni con loro.
Altre argomentazioni non ne possiedo.
Quindi mi trovo ad arrancare tra un personaggio e un
altro:questa lavora troppo (ma anche l’altra),questa è sposata (ma anche l’altra),questa
ha i figli (ma anche l’altra).
Non mi viene in soccorso nemmeno il colore dei loro
capelli,niente.Manco quello mi viene detto.
E già questo è un bel problema.Non so di chi sto leggendo.
Dopodichè si era detto che erano amiche vero?
Mmmmh.
Allora com’è che quando una di loro si dichiara
improvvisamente lesbica le altre la guardano come un branco di leghiste?
E perché una si è fatta il marito dell’altra?
E com’è che la poverina che ha perso la sorella di tumore
non viene chiamata mai?Nemmeno un misero sms che oggi con le offerte sono pure
gratuiti.
Ma fosse anche un problema di diversa visione dell’amicizia
tra me e l’autrice ci starei.
La nuda verità è che questo romanzo fa schifo.
E che tu speri che a un certo punto migliori.
Invece è sempre peggio.
Talmente peggio che non vuoi andare
tu a chiedere all’editore “Perché lo fai?”.
Vuoi portarti dietro Masini e fargliela cantare tutta da
lui.
Solo per punirlo.

Nessun commento:
Posta un commento