sabato 15 marzo 2014

Sindrome da Inappagamento Letterario



Ho sempre sognato la figura del personal shopper libresco:un ibrido tra un critico letterario e uno psicologo in grado di suggerire il libro giusto in base allo stato d’animo del momento.

Si lo so,vaneggio,lasciatemelo fare!

Ma se esistesse un professionista del genere questa settimana avrei potuto evitarmi la mia Sindrome da Inappagamento Letterario.
Definisco cosi la fase attraverso cui ogni lettore è passato almeno una volta nella vita:quella in cui apriamo e dopo poche o molte pagine,ma rigorosamente senza finirlo,insoddisfatti chiudiamo il libro per passare a un altro che farà la stessa fine.
E la scena si ripete un numero di volte proporzionale alla nostra generica insoddisfazione.
Nulla ci piace,nulla ci sembra adatto!

Cosi ho sfogliato e abbandonato Dieci dicembre di Saunders,Buio di Dacia Maraini,Espiazione di McEwan.
(In quest’ultimo caso sono quasi arrivata alla fine,ma non dipendeva dal mio stato d’animo, è che ho trovato McEwan lento come un regionale di Trenitalia!)

Comunque tra uno chiuso e uno aperto alla fine sono riuscita a leggere tre libri,ma dato che oltre alla Sindrome da Inappagamento Letterario questa settimana mi vede anche vittima della Sindrome da Pigrizia Impenitente, traccio giusto qualche pensiero rapido (e spero indolore!)su queste letture.


La prima è stata Apnea:






TitoloApnea

Autore: Lorenzo Amurri

Pagine: 251

Edito nel 2013 da Fandango



Trama:
La faccia immersa nella neve,come ovatta soffice che gli toglie il fiato.È la vertigine dell'apnea.Pochi attimi prima Lorenzo stava sciando insieme a Johanna, la sua fidanzata.Un momento spensierato come tanti,ormai irrimediabilmente ricacciato indietro,in un passato lontano.Poi la corsa in ospedale in elicottero,il coma farmacologico e un'operazione di nove ore alla colonna vertebrale.Dai capezzoli in giù la perdita completa di sensibilità e movimenti.D'ora in avanti Lorenzo e il suo corpo vivranno da separati in casa. Ma l'unica cosa che conta,adesso,sono le mani.Poter riprendere a muoverle, poter ricominciare a suonare la chitarra,perché la musica è tutta la sua vita. Dalla terapia intensiva ai lunghi mesi di riabilitazione in una clinica di Zurigo, fino al momento di lasciare il nuovo grembo materno che lo ha tenuto recluso ma lo ha accudito e protetto durante la convalescenza.E il difficile reinserimento in un mondo dove all'improvviso tutto è irraggiungibile e tutti sono diventati più alti,giganti minacciosi dalle ombre imponenti.Con coraggio e determinazione Lorenzo Amurri racconta il suo ritorno alla vita.La voglia di vedere,di toccare,di sentire.Di riprendere a far tardi la notte insieme agli amici,di abbandonarsi all'amore della sua donna e riconquistare la libertà che gli è stata rubata.Ogni tappa è una lenta risalita verso la superficie,un'apnea profonda che precede un perfetto e interminabile respiro.


Era da tempo che desideravo leggere questa autobiografia.
Amo molto i racconti in cui l’autore si mette a nudo dinanzi al lettore raccontando un momento drammatico e dunque particolarmente intimo della propria vita.
Lo trovo un vero e proprio dono.
Ma tralasciando l’ovvio rispetto per la persona e per il dramma da cui è stata colpita devo ammettere che Apnea non mi è piaciuto.
Amurri scrive bene,riesce in molti momenti a essere anche ironico ,non cerca pietismo e compassione,ma la sensazione che mi è rimasta incollata addosso è che non si sia aperto completamente ma abbia raccontato il tutto con una sorta di distacco.
Come dicevo prima credo che narrarsi all’altro sia un dono,non un obbligo,dunque perché farlo se poi si resta in qualche modo distanti dalla propria storia?
E’ovvio che siamo sul piano delle percezioni personali quindi il mio giudizio è da prendere con le dovute pinze.
Resta in ogni caso una lettura che vale la pena di fare perché storie del genere ,in un modo o nell’altro, insegnano sempre una lezione.


La seconda lettura è stata un classico,avendo chiuso già troppi libri ho deciso di andare sul sicuro scegliendo La signora delle Camelie.













Autore: Alexandre Dumas

Pagine: 192

Edizione Bur del 2002



Trama:
L'amore profondo e puro di Margherita e Armando, contrastato in nome delle buone regole piccolo-borghesi anche quando la "peccatrice" si redime , l'abnegazione e il sacrificio incompreso di costei, la nobiltà d'animo che pervade le ultime pagine del suo diario, elevandola sopra lo stesso mondo che aveva contro di lei l'indice accusatore, ci fanno dimenticare carrozze e cavalli e vivono in quanto sentimenti umani e perpetuabili


Si sa gli amori tormentati fanno sempre breccia nell’animo di noi donzelle a maggior ragione se poi sono raccontati da una penna come quella di Dumas .
La storia colpisce sia per la narrazione semplice ma raffinata che per la trama in se.
Armand e Marguerite sono due personaggi straordinari:puri,puliti,innamorati.
Splendida lei,simbolo di amore generoso,disposto a ritirarsi per il bene dell’altro.
Ingenuo e passionale lui,geloso e generoso,pronto a sfidare la società benpensante per la donna che dopo essere appartenuta a tanti è diventata sua.
Il tragico epilogo porta con se grande tristezza in chi legge ma è innegabile che sia anche il punto forte della storia.


Infine,ma come sempre immancabile un bel chick lit!







Autrice: Marian Keyes

Pagine: 492

Edito da Sperling & Kupfer nel 2006


Trama:
Una mattina Anna Walsh si sveglia nel salotto dei suoi genitori, a Dublino, con il viso pieno di cicatrici, una gamba rotta e una domanda sconvolgente: cosa diavolo ci fa lì? Aveva il Miglior Lavoro del Mondo - PR a New York per uno dei più grintosi marchi della cosmesi - un appartamento a Manhattan e il marito ideale, bello e innamoratissimo. Ma allora perché Aidan adesso non le telefona più né risponde alle sue e-mail? Così mentre sua madre gioca a fare l'infermiera e le sorelle si preoccupano per lei, Anna cerca di rimettersi in salute per volare oltreoceano a ricucire i fili della sua vita. Una volta tornata a casa, però, deve fare i conti con i pressanti inviti della sua migliore amica a uscire, gli enigmatici messaggi telefonici del fratello di Aidan, la surreale atmosfera sul posto di lavoro e dei nuovi, bizzarri amici. Finché un giorno tutte le tessere del puzzle vanno al loro posto e lei capisce che...


Speranze e bugie,nonostante la trama sicuramente più impegnativa rispetto al genere,è caratterizzato da una ironia deliziosa.
La famiglia della protagonista,che si prende cura di Anna durante la sua convalescenza,merita davvero la lettura.
Viene quasi voglia di andare a Dublino sperando che esistano veramente!
Le sorelle,tutte diverse tra loro e perfettamente caratterizzate, sono una fonte di divertimento senza fondo,ma una menzione dovuta va alla madre:quasi geniale nel suo sarcasmo involontario!
Un romanzo che,come ogni chick lit che si rispetti,scivola fluido e veloce lasciandoci con un bel sorriso stampato in faccia.


Beh direi che con questo si conclude il mio elenco delle letture settimanali,nella speranza che la prossima mi veda guarita dalla Sindrome da Inappagamento Letterario auguro buone letture a tutti!


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