Titolo: Mr Gwyn
Autore:Alessandro Baricco
Pagine: 158
Pubblicato nel 2011 da Feltrinelli
Cosa dice la quarta di copertina:
Jasper Gwyn è uno scrittore. Vive a Londra e verosimilmente è un uomo che ama la vita. Tutt'a un tratto ha voglia di smettere. Forse di smettere di scrivere, ma la sua non è la crisi che affligge gli scrittori senza ispirazione. Jasper Gwyn sembra voler cambiare prospettiva, arrivare al nocciolo di una magia. Gli fa da spalla, da complice, da assistente una ragazza che raccoglie, con rabbiosa devozione, quello che progressivamente diventa il mistero di Mr Gwyn. Alessandro Baricco entra nelle simmetrie segrete di questo mistero con il passo sicuro e sciolto di chi sa e ama i sentieri che percorre. Muove due formidabili personaggi che a metà romanzo si passano il testimone, e se a Mr Gwyn tocca mischiare le carte del mistero, la ragazza ha il compito di ricomporne la sequenza per arrivare a una ardita e luminosa evidenza.
oDI ET AMO
Giacca in tweed con bavero alzato,pantaloni di velluto a coste,capelli ancora castani nonostante lo scorrere del tempo,il collo leggermente reclinato a difendersi dal vento.
Mr. Gwyn cammina per le strade di Londra,un solo pensiero in mente che lo rende incapace di guardare ciò che lo circonda:scrivere.
Non è un’ossessione la sua.
E’amore.
Amore per le parole,per la forma che congiungendosi possono assumere.
Scorrono nel suo sangue,se cerca di liberarsene il respiro si mozza,il tempo si ferma,lo spazio non viene più riconosciuto.
Non vuole più farlo Mr. Gwyn,non vuole più poggiare una penna sul foglio,ma non ci si può liberare da ciò che si ama.
Io odio Alessandro Baricco.
Con tutta me stessa.
Ho una strana e profonda avversione nei suoi confronti.
Mi infastidisce la sua vanità.
Lo immagino sempre teso a raggiungere l’effetto più della sostanza,nella perenne ricerca di ciò che funziona meglio e non di ciò che sente di raccontare.
Eppure non posso esimermi dal riconoscere che in questo breve romanzo siamo a livelli altissimi.
La penna è impeccabile:di tutto lo scritto avrei cambiato una sola parola.Una.
La trama è originale:dietro c’è una idea vera.
La costruzione è perfetta:c’è sublime tecnica oltre al talento.
Pungente ironia nei dialoghi,riflessioni argute e intelligenti di una mente che osserva davvero la realtà,struggente malinconia nei sentimenti sempre pudicamente accennati.
C’è un piccolo mondo qui dentro messo in piedi da un creatore eccelso.
Ma,come già avvenuto con Seta,nonostante durante la lettura vengo colta da un profondo senso di ammirazione,appena chiudo il libro provo un altrettanto profondo senso di fastidio.
Quando leggi devi essere presa di peso e trasportata in un altro luogo.
Con Baricco quando leggi pensi :”Cavolo se è bravo!”.
No,non funziona cosi.
La storia deve essere davanti al suo autore.
Baricco con la sua imponenza la oscura.
Ecco,per me questa è la vanità.
Continuerò a leggerlo.Continuerò ad odiarlo.
Mr. Gwyn cammina per le strade di Londra,un solo pensiero in mente che lo rende incapace di guardare ciò che lo circonda:scrivere.
Non è un’ossessione la sua.
E’amore.
Amore per le parole,per la forma che congiungendosi possono assumere.
Scorrono nel suo sangue,se cerca di liberarsene il respiro si mozza,il tempo si ferma,lo spazio non viene più riconosciuto.
Non vuole più farlo Mr. Gwyn,non vuole più poggiare una penna sul foglio,ma non ci si può liberare da ciò che si ama.
Io odio Alessandro Baricco.
Con tutta me stessa.
Ho una strana e profonda avversione nei suoi confronti.
Mi infastidisce la sua vanità.
Lo immagino sempre teso a raggiungere l’effetto più della sostanza,nella perenne ricerca di ciò che funziona meglio e non di ciò che sente di raccontare.
Eppure non posso esimermi dal riconoscere che in questo breve romanzo siamo a livelli altissimi.
La penna è impeccabile:di tutto lo scritto avrei cambiato una sola parola.Una.
La trama è originale:dietro c’è una idea vera.
La costruzione è perfetta:c’è sublime tecnica oltre al talento.
Pungente ironia nei dialoghi,riflessioni argute e intelligenti di una mente che osserva davvero la realtà,struggente malinconia nei sentimenti sempre pudicamente accennati.
C’è un piccolo mondo qui dentro messo in piedi da un creatore eccelso.
Ma,come già avvenuto con Seta,nonostante durante la lettura vengo colta da un profondo senso di ammirazione,appena chiudo il libro provo un altrettanto profondo senso di fastidio.
Quando leggi devi essere presa di peso e trasportata in un altro luogo.
Con Baricco quando leggi pensi :”Cavolo se è bravo!”.
No,non funziona cosi.
La storia deve essere davanti al suo autore.
Baricco con la sua imponenza la oscura.
Ecco,per me questa è la vanità.
Continuerò a leggerlo.Continuerò ad odiarlo.

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