giovedì 12 dicembre 2013

Il grande Gatsby









Titolo: Il grande Gatsby
Autore: Francis Scott Fitzgerald
Pagine: 175
Edizione del 2001 di Mondadori



Cosa dice la quarta di copertina:
L'essenzialità, la finezza descrittiva e la nitidezza del procedimento narrativo (la storia è raccontata attraverso il punto di vista di Nick, vicino e amico di Gatsby), la creazione sapiente di personaggi indimenticabili hanno fatto ormai di questo romanzo un punto fermo, un "classico moderno". Lo scenario è quello dei frenetici anni Venti, di cui Fitzgerald stesso e la moglie Zelda furono favolosi protagonisti tra New York, Parigi e la Costa Azzurra. Attraverso le sue feste brillanti e stravaganti, il lusso e la mondanità di cui si circonda, il "grande Gatsby", il misterioso, affascinante e inquieto protagonista, non mira tuttavia che a ritrovare l'amore di Daisy. Ma è possibile ricatturare il passato? Al di là della romantica suggestione, il sogno di Gatsby diventa emblema di un sogno di assolutezza, come l'originario "sogno americano" di un Mondo Nuovo, che, come ogni sogno di purezza astratta, la realtà frantuma e disperde.

Scappa Gatsby!
Quando hai smarrito la via Gatsby?
Quando hai iniziato a vederti solo riflesso negli occhi degli altri?
Quando hai trasformato un qualsiasi amore in una inutile e fatale ossessione?
Il mondo è un brutto posto Gatsby.Avresti dovuto capirlo prima.

Champagne,ville ,camice di seta,gangster e party.
Qualcuno ha davvero pensato che questo fosse un racconto sui ruggenti anni americani?
Innamoramento,la bella e indimenticabile Daisy.Da conquistare,riconquistare.
Qualcuno ha davvero pensato fosse una storia d’amore?

Per me (e preciso PER ME) è semplicemente il racconto di una delle più grandi solitudini che un autore ci abbia mai narrato.
Ho provato tristezza per un personaggio che ha avuto talmente poco dalla vita da vedersi costretto a inseguire per anni l’unico sogno romantico che abbia mai conosciuto.
Ho sentito freddo e pena per quest’uomo -bambino che mostra il suo tesoro appena conquistato e, senza proferire parola, attende ansioso che gli si dica quanto bravo è stato.
Magari con una bella pacca sulla spalla in aggiunta.
Ho avvertito compassione per l’ossessiva ricerca di amore,di approvazione,di amicizia.

Non mi aspettavo di ritrovarmi dopo la lettura con un gusto cosi amaro e persistente in bocca.
Nonostante lo stile di Fitzgerald non sia stato affatto di mio gradimento,mi è apparso sbavato,poco pulito a tratti confusionario,devo riconoscergli una penna potentissima:evocativa delle emozioni,perfetta nel lasciarci intuire le anime dei personaggi pur senza approfondirne i pensieri,ma soprattutto una penna che non va via.
Indelebile.
Io Gatsby proprio non riesco a dimenticarlo.
La tristezza per lui non vuole andare via.


P.s.:Va tutto bene Gatsby,sei stato un piccolo bravissimo ometto.
Adesso però và via.Fuggi da qui,ricomincia, riparti da te stesso.
Il mondo può essere tuo se smetti di guardare indietro.Voltati avanti e và,comincia a camminare.
P.p.s.:Sto libro m'ha preso proprio male!!!!

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