sabato 14 dicembre 2013

Non volare via



TitoloNon volare via

Autrice: Sara Rattaro

Pagine: 222

Pubblicato nel 2013 da Garzanti


Descrizione:
Matteo ama la pioggia. Gli piace sentirne il tocco leggero sulla pelle. Perché quello è l'unico momento in cui è uguale a tutti gli altri. Perché Matteo è nato sordo. Oggi è giorno di esercizi. La logopedista gli mostra un disegno con tre uccellini. Uno vola via. Quanti ne restano? La domanda è continua, insistita. Ma Matteo non risponde, la voce non esce, e nei suoi occhi profondi c'è un mondo fatto soltanto di silenzio. All'improvviso la voce, gutturale, esce: "Pecché vola via?". Un uccellino è volato via e Matteo l'ha capito prima di tutti. Prima della mamma, Sandra. Prima della sorella, Alice. È il padre a essere volato via, perché ha deciso di fuggire dalle sue responsabilità. All'inizio non era stato facile crescere il piccolo Matteo. Eppure tutti si erano fatti forza in nome di un comandamento inespresso: "Restare uniti grazie all'amore". Ma è stato proprio l'amore a travolgere Alberto, un amore perduto e sempre rimpianto. Uno di quei segreti del passato che ti sconvolge la vita quando meno te l'aspetti. E lo fa quando credi di essere al sicuro, perché sei adulto e sai che non ti può succedere. E che poi ti trascina nell'impeto di inseguire i tuoi sogni. Ma adesso Alberto ha una famiglia che ha bisogno di lui. Sandra, la donna che ha sacrificato tutto per il figlio. Alice, la figlia adolescente che sta diventando grande troppo in fretta. Ma soprattutto ha bisogno di lui Matteo, che vorrebbe gridare "Papà, non volare via."

"...E SE MORISSE?"

Per comprendere quanto ami qualcuno devi porti una domanda brutale”…e se morisse?”.
Ma mentre tu marito ingoi un caffè a volo e scappi a lavoro,mentre tu moglie hai giusto il tempo per passarti un po’di crema idratante sul viso e correre a fare gli esercizi di logopedia con tua figlio sordo,mentre tutti siamo investiti dai nostri improrogabili impegni….dove lo troviamo il tempo per ricordarci che stiamo ancora amando?
C’è il fitto da pagare,la cena da cucinare,l’appuntamento per l’igiene dentale,il cliente che non paga,l’auto da revisionare,i capelli da tagliare.
Ci sono milioni di cose da fare,a pensarci meno importanti…ma a pensarci.
E in tutto questo c’è il tempo che passa e guardiamo la persona di fianco a noi e quasi non ci ricordiamo perché l’abbiamo scelta.

Allora è un attimo che cadi,scivoli,sbagli,commetti errori.E’un attimo e tu ti sei dimenticato di amare.
Ma se,imperfetti come siamo,non abbiamo la possibilità di non sbagliare,di non farci trascinare dalla nostra vita,possiamo però fermarci a un certo punto e rimediare…
E’qui la differenza vera,la nostra capacità di darci da fare per farci perdonare.

Sapete,ero ansiosa di leggere questo terzo romanzo di una scrittrice che mi è entrata dentro,ma quando ho letto quella quarta con tanto di bambino sordo ho avuto paura.
Usare un handicap può essere un facile escamotage,specie per una autrice che inizia ad avere successo:retorica del dolore,lacrima facile,vendite assicurate.
Ma questo non è un romanzo su un handicap,certo se ne parla e anche con la giusta naturalezza,ma è un libro sull’amore,sulla comprensione,sulla accettazione,sulla durezza della vita,sulle piccole cose che rendono dei semplici consanguinei una vera Famiglia.
E’un romanzo sull’imperfezione dell’essere umano,sul porgere la mano e aiutare a rialzarsi proprio colui che ci ha fatto del male,anche quando vorremmo solo spingerlo nel fango.
E’un romanzo sui figli che crescono ma che se diventando grandi da un lato si allontanano,dall’altro sono finalmente in grado di vederci come esseri umani e non come quei falsi eroi chiamati Mamma e Papà.
E’un romanzo sulla nostra ricerca perenne di sentirci vivi,di avere stimoli nuovi,di anelare affannosamente a qualcosa che ci faccia provare una emozione.
E’un romanzo sul senso di responsabilità,sul dovere assoluto e inderogabile di prenderci cura di coloro che mettiamo al mondo anche se questo ci priva di un pezzo della nostra libertà.
E’ un romanzo su tutti noi e sulle nostre vite.

E magari domani che è lunedi mentre scapperemo a lavoro,mentre i clienti ci subisseranno di richieste,mentre il fax si incepperà,mentre di sera staremo leggendo il nostro libro per estraniarci qualche ora,fermiamoci e pensiamo:”…e se morisse?”.Ricordiamoci che stiamo amando,ancora.

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