Titolo:E l'eco rispose
Autore: Khaled Hosseini
Pagine: 476
Pubblicato nel 2013 da Piemme
Descrizione del libro:
Sulla strada che dal piccolo villaggio di Shadbagh porta a Kabul, viaggiano un padre e due bambini. Sono a piedi e il loro unico mezzo di trasporto è un carretto rosso, su cui Sabur, il padre, ha caricato la figlia di tre anni, Pari. Sabur ha cercato in molti modi di rimandare a casa il figlio, Abdullah, senza riuscirci. Il legame tra i due fratelli è troppo forte perché il ragazzino si lasci scoraggiare. Ha deciso che li accompagnerà a Kabul e niente potrà fargli cambiare idea, anche perché c'è qualcosa che lo turba in quel viaggio, qualcosa di non detto e di vagamente minaccioso di cui non sa darsi ragione. Ciò che avviene al loro arrivo è una lacerazione che segnerà le loro vite per sempre. Attraverso generazioni e continenti, in un percorso che ci porta da Kabul a Parigi, da San Francisco all'isola greca di Tinos, Khaled Hosseini esplora con grande profondità i molti modi in cui le persone amano, si feriscono, si tradiscono e si sacrificano l'una per l'altra.
BUONA LA PRIMA,BUONA LA SECONDA,DA RIFARE LA TERZA
Sapete cosa mi sto domandando?
E’giusto esprimere la propria opinione su un romanzo paragonandolo alla precedente produzione letteraria dello stesso autore?
O ogni opera va valutata di per se?
Perché il criterio che si sceglie di adottare cambia completamente il giudizio.
Se penso a Il cacciatore di aquiloni e in particolare a Mille splendidi soli allora E l’eco rispose è un fallimento.
E’un libro sbagliato.
La trama è dispersiva,gli intrecci sono forzati,c’è un eccesso di personaggi nessuno dei quali è veramente approfondito,lo stile è freddo ,manca quel realismo con cui la condizione afghana ci veniva precedentemente raccontata,non si riesce ad empatizzare con nulla e nessuno.
Solo in poche righe si intravede “la luce”che ha segnato le altre opere di Hosseini,tutto il resto è anche gradevole ma monotono,senza alti picchi letterari.
Ma se invece io non avessi mai letto altri suoi scritti allora potrei dirvi che non è male.
Ecco mettiamo caso fosse un' opera prima ci vedrei del potenziale.
Perché le descrizioni riescono a farti immaginare i luoghi,perché c’è una fiaba iniziale che commuove,perché non ci lascia dimenticare la storia di Kabul,perché in alcuni momenti si avverte un senso di tenerezza per alcuni dei protagonisti.
Ma il punto è:si può slegare ciò che è stato da ciò che è?
No.Sono indissolubilmente intrecciati.
Quindi mi spiace ma a uno che ha scritto delle storie straordinarie io questo romanzo non riesco a perdonarglielo.
Hai sbagliato mio amato scrittore.Tu riprovaci sul serio che noi lettori un’altra possibilità te la diamo.Ma anche altre tre….
Sapete cosa mi sto domandando?
E’giusto esprimere la propria opinione su un romanzo paragonandolo alla precedente produzione letteraria dello stesso autore?
E’giusto esprimere la propria opinione su un romanzo paragonandolo alla precedente produzione letteraria dello stesso autore?
O ogni opera va valutata di per se?
Perché il criterio che si sceglie di adottare cambia completamente il giudizio.
Se penso a Il cacciatore di aquiloni e in particolare a Mille splendidi soli allora E l’eco rispose è un fallimento.
E’un libro sbagliato.
La trama è dispersiva,gli intrecci sono forzati,c’è un eccesso di personaggi nessuno dei quali è veramente approfondito,lo stile è freddo ,manca quel realismo con cui la condizione afghana ci veniva precedentemente raccontata,non si riesce ad empatizzare con nulla e nessuno.
Solo in poche righe si intravede “la luce”che ha segnato le altre opere di Hosseini,tutto il resto è anche gradevole ma monotono,senza alti picchi letterari.
Ma se invece io non avessi mai letto altri suoi scritti allora potrei dirvi che non è male.
Ecco mettiamo caso fosse un' opera prima ci vedrei del potenziale.
Perché le descrizioni riescono a farti immaginare i luoghi,perché c’è una fiaba iniziale che commuove,perché non ci lascia dimenticare la storia di Kabul,perché in alcuni momenti si avverte un senso di tenerezza per alcuni dei protagonisti.
Ma il punto è:si può slegare ciò che è stato da ciò che è?
No.Sono indissolubilmente intrecciati.
Quindi mi spiace ma a uno che ha scritto delle storie straordinarie io questo romanzo non riesco a perdonarglielo.
Hai sbagliato mio amato scrittore.Tu riprovaci sul serio che noi lettori un’altra possibilità te la diamo.Ma anche altre tre….
Se penso a Il cacciatore di aquiloni e in particolare a Mille splendidi soli allora E l’eco rispose è un fallimento.
E’un libro sbagliato.
La trama è dispersiva,gli intrecci sono forzati,c’è un eccesso di personaggi nessuno dei quali è veramente approfondito,lo stile è freddo ,manca quel realismo con cui la condizione afghana ci veniva precedentemente raccontata,non si riesce ad empatizzare con nulla e nessuno.
Solo in poche righe si intravede “la luce”che ha segnato le altre opere di Hosseini,tutto il resto è anche gradevole ma monotono,senza alti picchi letterari.
Ma se invece io non avessi mai letto altri suoi scritti allora potrei dirvi che non è male.
Ecco mettiamo caso fosse un' opera prima ci vedrei del potenziale.
Perché le descrizioni riescono a farti immaginare i luoghi,perché c’è una fiaba iniziale che commuove,perché non ci lascia dimenticare la storia di Kabul,perché in alcuni momenti si avverte un senso di tenerezza per alcuni dei protagonisti.
Ma il punto è:si può slegare ciò che è stato da ciò che è?
No.Sono indissolubilmente intrecciati.
Quindi mi spiace ma a uno che ha scritto delle storie straordinarie io questo romanzo non riesco a perdonarglielo.
Hai sbagliato mio amato scrittore.Tu riprovaci sul serio che noi lettori un’altra possibilità te la diamo.Ma anche altre tre….

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