Titolo: Fine di una storia
Autore: Graham Greene
Edizione del 2000 di Mondadori
Consigliato:Fortemente.
Precauzioni d'uso:rimandare se avete chiuso da poco una relazione!
Descrizione:
Siamo a Londra, è in corso il secondo conflitto mondiale. Henry è un tranquillo e ordinario funzionario pubblico, sposato con Sarah. Maurice Bendrix è uno scrittore quotato che si innamora, ricambiato, di Sarah. La profonda passione si concretizza durante i loro numerosi incontri, ovviamente clandestini. Durante uno di questi momenti d'intimità, una bomba esplode nell'edificio in cui si trovano. Maurice è privo di conoscenza o forse addirittura morto....(Mi fermo qui per non svelare troppo!)
The end of affair :
C’è stato un
momento in cui ho pensato di non raccontare la mia opinione su questo
romanzo,ma di fare invece un post di sole citazioni tratte da Fine di una
storia.
Questo perché
le parole di Greene sono talmente perfette che mi sembra di compier peccato a
scriverne a riguardo.
Peccato.Già.Mi
sono appena resa conto di non aver usato a caso questa parola.
Uno dei temi
centrali di questo romanzo è proprio il cattolicesimo infatti.
La fede,l’amore,la
morte,il pentimento,la redenzione.
Ma anche il
tradimento,il peccare appunto,la passione.
Tutto questo
è oggetto della trama ma soprattutto di intense riflessioni.
Ma andiamo
con ordine….
Tre i
protagonisti di queste pagine meravigliose:Maurice,scrittore in preda alla
rabbia per essere stato abbandonato dall’amante.Sara,l’amante,figura femminile
di grandissima forza,che combatte la sua battaglia tra amore terreno e
fede.Henry,marito tradito,anello debole del triangolo per una fragilità che
svolta facilmente nella perdita di dignità.
In quello
che appare come il classico triangolo spunta però un personaggio
inaspettato:Dio.
Sarà lui,o
forse è più corretto dire l’idea che di lui ha Sara, a sconvolgere le loro
vite,a creare tribolazioni,sofferenze,rinunce all’amore.
Un Dio che
ai miei occhi è apparso come la totale antitesi del deus ex machina.
La scrittura
di Greene delinea con perfezione ogni personaggio,non tanto sotto un profilo
estetico ed esteriore(ambito che viene quasi totalmente tralasciato) quanto
invece sotto un aspetto morale,caratteriale. Ogni gesto che compiono,ogni
pensiero che hanno è lineare e conforme all’idea che ci siamo fatti.
Di grande
pregio è poi la differenziazione nella narrazione:una prima parte è infatti
affidata a Maurice,che spazia tra presente e ricordi del passato.Le pagine
centrali sono invece assegnate a Sara.o meglio ai suoi diari.Si ha quasi la
percezione che la penna sia passata di mano:il registro si fa infatti più
intenso,sofferente,appassionato,coerentemente femminile.
Devo
ammettere però che ho avuto maggiore immedesimazione con Maurice,ma era gioco
facile.
Chi di noi
non ha mai sofferto per amore?
Chi di noi
non si è illuso di odiare il soggetto del proprio amore?
Chi di noi
non ha passato 24 ore su 24 a tormentarsi chiedendosi perché siamo stati
lasciati?
La Fine di
una storia non può non far parte di ognuno di noi.
In
definitiva un autentico capolavoro che coinvolge e per la trama e per le
riflessioni sull’anima.
Consigliato
e,cosa rarissima,lo è anche il film che ne è stato tratto.

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