sabato 4 gennaio 2014

Fine di una storia











TitoloFine di una storia

Autore: Graham Greene

Edizione del 2000 di Mondadori

Consigliato:Fortemente.

Precauzioni d'uso:rimandare se avete chiuso da poco una relazione!





Descrizione:

Siamo a Londra, è in corso il secondo conflitto mondiale. Henry è un tranquillo e ordinario funzionario pubblico, sposato con Sarah. Maurice Bendrix è uno scrittore quotato che si innamora, ricambiato, di Sarah. La profonda passione si concretizza durante i loro numerosi incontri, ovviamente clandestini. Durante uno di questi momenti d'intimità, una bomba esplode nell'edificio in cui si trovano. Maurice è privo di conoscenza o forse addirittura morto....(Mi fermo qui per non svelare troppo!)




The end of affair :


C’è stato un momento in cui ho pensato di non raccontare la mia opinione su questo romanzo,ma di fare invece un post di sole citazioni tratte da Fine di una storia.
Questo perché le parole di Greene sono talmente perfette che mi sembra di compier peccato a scriverne a riguardo.
Peccato.Già.Mi sono appena resa conto di non aver usato a caso questa parola.
Uno dei temi centrali di questo romanzo è proprio il cattolicesimo infatti.
La fede,l’amore,la morte,il pentimento,la redenzione.
Ma anche il tradimento,il peccare appunto,la passione.
Tutto questo è oggetto della trama ma soprattutto di intense riflessioni.
Ma andiamo con ordine….
Tre i protagonisti di queste pagine meravigliose:Maurice,scrittore in preda alla rabbia per essere stato abbandonato dall’amante.Sara,l’amante,figura femminile di grandissima forza,che combatte la sua battaglia tra amore terreno e fede.Henry,marito tradito,anello debole del triangolo per una fragilità che svolta facilmente nella perdita di dignità.
In quello che appare come il classico triangolo spunta però un personaggio inaspettato:Dio.
Sarà lui,o forse è più corretto dire l’idea che di lui ha Sara, a sconvolgere le loro vite,a creare tribolazioni,sofferenze,rinunce all’amore.
Un Dio che ai miei occhi è apparso come la totale antitesi del deus ex machina.
La scrittura di Greene delinea con perfezione ogni personaggio,non tanto sotto un profilo estetico ed esteriore(ambito che viene quasi totalmente tralasciato) quanto invece sotto un aspetto morale,caratteriale. Ogni gesto che compiono,ogni pensiero che hanno è lineare e conforme all’idea che ci siamo fatti.
Di grande pregio è poi la differenziazione nella narrazione:una prima parte è infatti affidata a Maurice,che spazia tra presente e ricordi del passato.Le pagine centrali sono invece assegnate a Sara.o meglio ai suoi diari.Si ha quasi la percezione che la penna sia passata di mano:il registro si fa infatti più intenso,sofferente,appassionato,coerentemente femminile.
Devo ammettere però che ho avuto maggiore immedesimazione con Maurice,ma era gioco facile.
Chi di noi non ha mai sofferto per amore?
Chi di noi non si è illuso di odiare il soggetto del proprio amore?
Chi di noi non ha passato 24 ore su 24 a tormentarsi chiedendosi perché siamo stati lasciati?
La Fine di una storia non può non far parte di ognuno di noi.
In definitiva un autentico capolavoro che coinvolge e per la trama e per le riflessioni sull’anima.

Consigliato e,cosa rarissima,lo è anche il film che ne è stato tratto.






Nessun commento: