lunedì 6 gennaio 2014

Volevo solo averti accanto



TitoloVolevo solo averti accanto

Autore: Ronald H. Balson

Pubblicato nel 2014 da Garzanti

Pagine: 424

Consigliato: A chi vuole approcciarsi alla storia del genocidio


Descrizione:

È la sera della prima al grande teatro dell'Opera di Chicago. Morbide stole e sete frusciatiti si scostano per far largo al vecchio Elliot Rosenweig, il più ricco e importante mecenate della città. All'improvviso fra la folla appare un uomo anziano in uno smoking rattoppato. Tra le mani stringe convulsamente una pistola che punta alla testa di Rosenweig. La voce trema per la rabbia, ma lo sguardo è risoluto quando lo accusa di essere in realtà Otto Piatek, il macellaio di Zamosc, feroce criminale nazista. Ma nessuno sparo riecheggia tra i cristalli e gli specchi del sontuoso atrio. E Ben Solomon, un ebreo scampato ai campi di sterminio, viene atterrato dalla sicurezza e trascinato in prigione. Nessuno crede alle sue accuse, nessuno vuole ascoltarlo. Tranne Catherine Lockhart, una giovane avvocatessa alle prese con una scelta difficile della sua vita. Catherine conosce l'olocausto esclusivamente dai libri di scuola, eppure solo lei riesce a leggere la forza della verità negli occhi velati di Ben, solo lei è disposta ad ascoltare la sua storia. Una storia che la porta nella fredda e ventosa Polonia degli anni Trenta, a un bambino tedesco tremante e con le scarpe di cartone che viene accolto e curato come un figlio nella ricca casa della famiglia ebrea dei Solomon. Ma anche agli occhi ambrati di una ragazza coraggiosa e a una storia di amore, amicizia e gelosia che affonda le radici del suo segreto in un passato tragico.




"...dal razzismo al genocidio il passo non è poi cosi grande."


Volevo solo averti accanto,prima pubblicazione Garzanti del 2014,viene definito ed è un caso editoriale.
L’autore,avvocato di professione si autopubblica e arriva a vendere,grazie al passaparola,centomila copie.
Da qui parte la guerra degli editori per accaparrarselo,vinta  in Italia da Garzanti.
Ora,per onestà devo ammettere che guardo sempre ai casi editoriali con occhio dubbioso.
Pur leggendoli perché sono curiosa di capire i motivi di tali successi,nel 70% dei casi resto delusa trovandomi di fronte ad assolute banalità letterarie.
Anche Volevo solo averti accanto entra di diritto in quella percentuale negativa,ma con una eccezione a suo favore:l’argomento che tratta.

Il romanzo infatti,diviso in due piani temporali tra il 2004 e la seconda guerra mondiale,narra la storia di Ben Salomon,ebreo perseguitato,e della sua famiglia. A raccogliere le sue memorie,per  far causa a un ex ufficiale nazista sotto falsa identità ,è invece Catherine,avvocato in crisi morale e professionale dopo una grande delusione d’amore.

La lettura mostra tutte le pecche di un’opera prima:eccessive semplificazioni nei passaggi tra presente e racconti del passato che evidenziano la mancanza di tecnica,un atteggiamento quasi didascalico e scolastico sulla storia della guerra e sugli orrori perpetrati dalle ss (uso sempre la minuscola,non per errore,ma per totale disgusto),un linguaggio semplice e scorrevole che rasenta però spesso la banalità, una mancanza di sfumature nei personaggi che si dividono nei classici e stereotipati buoni o cattivi.
Anche nel finale non si cambia registro:melenso e scontato.

Come però dicevo prima ciò che non mi fa marchiare questo libro con la scritta “da cestinare”è il fatto che si racconti del nazismo.
Sono una di quelle persone che ritiene sia sempre giusto e santo parlarne.Spesso questo mi ha causato contrasti con colleghi lettori i quali,comprensibilmente, tacciavano romanzi di questa stregua come sleali,asserendo che utilizzare l’argomento rappresentava gioco facile per vendere copie.
Vero,ma in parte.Se anche l’autore non è intellettualmente onesto ma ci marcia sopra per impietosire il lettore a me va bene uguale.

Tutto purchè si continui a parlare,a raccontare,a diffondere il ricordo della più disgustosa pagina storica della nostra terra.

Ma c’è anche un secondo motivo per cui questo romanzo diventa importante:la semplicità che gli ho or ora criticato.Starete pensando che mi contraddico vero?
Mi spiego:se per un lettore esigente il tenore letterario dell’opera è mediocre, è invece perfetto per coloro che vogliono avvicinarsi all’argomento.Penso  a ragazzi molto giovani,adolescenti.Leggere ad esempio Primo Levi a 13 anni può rivelarsi scioccante (per me lo è stato).Magari,ma è solo una mia idea,sarebbe giusto un percorso graduale,attraverso romanzi come questo,fino ad arrivare ad opere più importanti che sono vera testimonianza storica e non semplice racconto romanzato.
Oltretutto l’espediente del processo,(che mi ha fatto venire in mente Grisham per la similarità) può essere un motivo in più per avvincersi alle pagine

In sintesi dunque pur considerandolo scarso lo consiglio fortemente a coloro che vogliono approcciarsi all’orrore delle persecuzioni ebree.


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