Titolo: Volevo solo averti accanto
Autore: Ronald H. Balson
Pubblicato nel 2014 da Garzanti
Pagine: 424
Consigliato: A chi vuole approcciarsi alla storia del genocidio
Descrizione:
È la sera della prima al grande teatro dell'Opera di Chicago. Morbide stole e sete frusciatiti si scostano per far largo al vecchio Elliot Rosenweig, il più ricco e importante mecenate della città. All'improvviso fra la folla appare un uomo anziano in uno smoking rattoppato. Tra le mani stringe convulsamente una pistola che punta alla testa di Rosenweig. La voce trema per la rabbia, ma lo sguardo è risoluto quando lo accusa di essere in realtà Otto Piatek, il macellaio di Zamosc, feroce criminale nazista. Ma nessuno sparo riecheggia tra i cristalli e gli specchi del sontuoso atrio. E Ben Solomon, un ebreo scampato ai campi di sterminio, viene atterrato dalla sicurezza e trascinato in prigione. Nessuno crede alle sue accuse, nessuno vuole ascoltarlo. Tranne Catherine Lockhart, una giovane avvocatessa alle prese con una scelta difficile della sua vita. Catherine conosce l'olocausto esclusivamente dai libri di scuola, eppure solo lei riesce a leggere la forza della verità negli occhi velati di Ben, solo lei è disposta ad ascoltare la sua storia. Una storia che la porta nella fredda e ventosa Polonia degli anni Trenta, a un bambino tedesco tremante e con le scarpe di cartone che viene accolto e curato come un figlio nella ricca casa della famiglia ebrea dei Solomon. Ma anche agli occhi ambrati di una ragazza coraggiosa e a una storia di amore, amicizia e gelosia che affonda le radici del suo segreto in un passato tragico.
"...dal razzismo al genocidio il passo non è poi cosi grande."
Volevo solo averti accanto,prima pubblicazione Garzanti del
2014,viene definito ed è un caso editoriale.
L’autore,avvocato di professione si autopubblica e arriva a
vendere,grazie al passaparola,centomila copie.
Da qui parte la guerra degli editori per accaparrarselo,vinta
in Italia da Garzanti.
Ora,per onestà devo ammettere che guardo sempre ai casi
editoriali con occhio dubbioso.
Pur leggendoli perché sono curiosa di capire i motivi di
tali successi,nel 70% dei casi resto delusa trovandomi di fronte ad assolute
banalità letterarie.
Anche Volevo solo averti accanto entra di diritto in quella
percentuale negativa,ma con una eccezione a suo favore:l’argomento che tratta.
Il romanzo infatti,diviso in due piani temporali tra il 2004
e la seconda guerra mondiale,narra la storia di Ben Salomon,ebreo perseguitato,e
della sua famiglia. A raccogliere le sue memorie,per far causa a un ex ufficiale nazista sotto
falsa identità ,è invece Catherine,avvocato in crisi morale e professionale
dopo una grande delusione d’amore.
La lettura mostra tutte le pecche di un’opera
prima:eccessive semplificazioni nei passaggi tra presente e racconti del
passato che evidenziano la mancanza di tecnica,un atteggiamento quasi
didascalico e scolastico sulla storia della guerra e sugli orrori perpetrati
dalle ss (uso sempre la minuscola,non per errore,ma per totale disgusto),un
linguaggio semplice e scorrevole che rasenta però spesso la banalità, una
mancanza di sfumature nei personaggi che si dividono nei classici e
stereotipati buoni o cattivi.
Anche nel finale non si cambia registro:melenso e scontato.
Come però dicevo prima ciò che non mi fa marchiare questo
libro con la scritta “da cestinare”è il fatto che si racconti del nazismo.
Sono una di quelle persone che ritiene sia sempre giusto e
santo parlarne.Spesso questo mi ha causato contrasti con colleghi lettori i
quali,comprensibilmente, tacciavano romanzi di questa stregua come sleali,asserendo
che utilizzare l’argomento rappresentava gioco facile per vendere copie.
Vero,ma in parte.Se anche l’autore non è intellettualmente onesto
ma ci marcia sopra per impietosire il lettore a me va bene uguale.
Tutto purchè si continui a parlare,a raccontare,a diffondere
il ricordo della più disgustosa pagina storica della nostra terra.
Ma c’è anche un secondo motivo per cui questo romanzo
diventa importante:la semplicità che gli ho or ora criticato.Starete pensando
che mi contraddico vero?
Mi spiego:se per un lettore esigente il tenore letterario
dell’opera è mediocre, è invece perfetto per coloro che vogliono avvicinarsi
all’argomento.Penso a ragazzi molto
giovani,adolescenti.Leggere ad esempio Primo Levi a 13 anni può rivelarsi
scioccante (per me lo è stato).Magari,ma è solo una mia idea,sarebbe giusto un
percorso graduale,attraverso romanzi come questo,fino ad arrivare ad opere più
importanti che sono vera testimonianza storica e non semplice racconto
romanzato.
Oltretutto l’espediente del processo,(che mi ha fatto venire
in mente Grisham per la similarità) può essere un motivo in più per avvincersi
alle pagine
In sintesi dunque pur considerandolo scarso lo consiglio
fortemente a coloro che vogliono approcciarsi all’orrore delle persecuzioni
ebree.

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