giovedì 13 febbraio 2014

Geoges Simenon Day.



Oggi è il Georges Simenon Day!
Ebbene si,ben 111 anni fa (13 febbraio 1903) nasceva il prolifico scrittore belga.
Figlio della borghesia,padre contabile e madre casalinga,inizia la sua carriera giovanissimo.
A soli sedici anni già lavora per il giornale di Liegi.
Evidenza di questi tanti anni spesi a scrivere è proprio la sua vastissima produzione letteraria,che presenta numeri quasi impressionanti:


·  Romanzi e scritti brevi: circa 450
·  Inchieste del Commissario Maigret: 107
·  Articoli e reportage: quasi 3.000
.  Pseudonimi accertati: 37
·  Tradotto in 58 lingue
·  Pubblicato in 44 nazioni
·  Oltre 700 milioni di libri venduti 
   (Dati Wikipedia)


Grandissima parte della sua fama è di certo dovuta all’invenzione del commissario Maigret:un burbero buono,acuto e intelligente,gran fumatore (ma anche mangiatore e bevitore!),risolve ogni caso con intuito e determinazione.
Ma splendidi e di diverso spessore sono anche gli altri romanzi:La vedova Couderc,La camera azzurra,Tre camere a Manhattan,per citarne alcuni dei più noti.
Quello che colpisce è come la sua penna cambi,sembra quasi di trovarsi di fronte a due autori completamente diversi quando si legge di Maigret e quando invece ci si trova alle prese con le altre opere.
Il registro,la profondità emotiva,l’attenzione,la stessa costruzione della trama divergono in maniera palese rendendo evidente non solo l’innegabile talento ma anche la sopraffina tecnica.
In effetti non si può dire di conoscere realmente Simenon se non si leggono entrambi i suoi filoni letterari.


Ed è per questo che oggi vi suggerisco due titoli:
Il treno e La pazienza di Maigret.
Entrambi sono stati i miei primi libri di questo autore e le mie impressioni appartengono a quel momento.
Ho odiato Il treno,ho amato il commissario.
Il che mi ha portato inizialmente (come potrete constatare dalle recensioni) ad avere quasi un giudizio bipolare su Simenon!
Ma poi,con il tempo,oltre tutto e tutti ho imparato semplicemente ad amarlo.
In ogni sua espressione.


Buona lettura!












TitoloIl treno

Pagine: 146

Edizione Adelphi del 2008.




Descrizione:

Maggio 1940.Le truppe della Wehrmacht dilagano in Belgio e minacciano i confini della Francia.Dalle Ardenne sciami di profughi lasciano le loro case prendendo d'assalto i pochi treni disponibili.Nel carro bestiame di un convoglio che procede lentissimo verso La Rochelle,un uomo mediocre,miope e di salute cagionevole,un uomo con una piccola vita mediocre e mediocremente serena, incontrerà una donna di cui non saprà altro,nelle poche settimane che passeranno insieme,se non che è una cèca di origine ebrea, e che è stata in prigione a Namur.Fra loro,all'inizio del viaggio che li porterà fino alla Rochelle,non ci sono che sguardi,ma un po' alla volta,senza che nulla sia stato detto,le due solitarie creature diventano inseparabili;finché,durante la prima notte che passano l'una accanto all'altro sulla paglia per terra,confusi fra altri corpi sconosciuti,accadrà qualcosa di inimmaginabile.Sarà l'inizio di una passione amorosa che li isolerà da tutto ciò che accade intorno a loro(l'occupazione tedesca, i convogli di sfollati,il tendone da circo che li ospita insieme ad altre decine di profughi),chiudendoli in un bozzolo fatto di desiderio,di gioco e di una scandalosa,disperata,effimera felicità.



Ti odio Marcel!

Una casa,un giardino,un marito,una moglie incinta,una piccola bambina,i vicini di sempre,il giornale fuori la porta,il caffè,la barba,il sole che entra dalle finestre.La serena tranquillità di una famiglia.
E’ qui che ti ritrovi,quasi fisicamente, mentre sfogli le prime pagine di questo libro.
E’ descritta una dolce quotidianità che ti si incolla alla pelle.
Ma improvvisa arriva la guerra e questo pezzetto di paradiso deve essere abbandonato e allora via di corsa alla stazione per fuggire!
Ma lo sappiamo vero?

Che sia un treno o una nave(Titanic docet) la regola”Prima le donne e i bambini”vale sempre e comunque e il nostro protagonista Marcel si divide dalla sua amata famiglia finendo in un vagone merci.
Insieme a lui sale anche una donna,pallida,vestita di nero,sola,senza bagaglio,senza parole.
Ora dato che il destino non ci molla nemmeno un attimo il vagone della moglie e della figlia si perde chissà dove.

Che farà adesso il nostro maritino?
Piangerà?Lotterà?Si dispererà?Impazzirà di dolore?
No….farà delle sane corna alla moglie con la donna in nero!


Ora io già non è che sia propensa all’adulterio ma se tradimento deve essere che sia fatto di fiamme,fuochi,passioni insaziabili,cuori travolti!
E invece no!Perchè il caro Marcel non è uomo da esser travolto!
Lui è gretto e meschino,superficiale al limite della stoltezza!
Allora su!Avanti Marcel!Prenditi la tua vacanza!Dimentica tua moglie,il bimbo che sta per nascere e la piccolina;dimentica la guerra,il razionamento,la tua condizione di profugo;và a fare un po’ di sesso dove capita e poi non tralasciare di abbandonare anche la tua amante a infausto destino quando non ti servirà più!! 


Quanto ti ho detestato Marcel che piccolo,piccolo uomo che sei!
Ma il sospetto si è instillato in me”Simenon,hai voluto con tutto te stesso che io odiassi Marcel, vero?”
Non hai voluto descrivere un amore improvviso…no,credo che tu abbia desiderato narrarci dell’adulterio di un omuncolo!
Beh non mi sei piaciuto,no davvero…o forse si?
Devo pensarci,ma intanto la seconda chance te la concedo ugualmente…devo assolutamente sapere se ho indovinato le tue intenzioni!











Pagine: 153
Edizione Adelphi del 2009

Descrizione:
"Maigret si sentiva meno leggero di quando si era svegliato quel mattino nell'appartamento inondato di sole,o di quando,sulla piattaforma dell'autobus,assaporava le immagini di una Parigi variopinta come le illustrazioni di un libro per bambini.La gente aveva la mania di interrogarlo sui suoi metodi.Alcuni sostenevano addirittura di saperli analizzare,e allora li guardava con una sorta di beffarda curiosità,visto che lui,il più delle volte, improvvisava,basandosi semplicemente sull'istinto."

Ti amo Maigret!
Al mio secondo incontro con Simenon lui non era solo.
L’ho incrociato con il suo amico Maigret,me l’ha gentilmente presentato e io…..mi sono innamorata!
Ah mio commissario!Conducimi con te per le strade di Parigi,pranziamo in un bistrot,presentami ai tuoi fidati collaboratori,svelami le tue teorie,lascia che io annusi l’odore della tua pipa,permettimi di osservarti mentre folgoranti intuizioni si affollano nella tua mente,fammi vedere come infuriato ti scagli contro il colpevole!
Ah Maigret,Maigret….perchè sei tu Maigret?
Io sono pazza di quest’uomo leale e intelligente,folle della sua ironia e del suo polso fermo,infatuata delle sue capacità investigative!
Ma sopra ogni cosa sono felice di essere al mio primo appuntamento con lui e di averne a disposizione tanti altri!Cerco per un attimo di calmare i miei bollenti spiriti a favore di una breve riflessione sull’autore.
Anche nei momenti in cui,come dicevo,ho detestato Simenon,o meglio i suoi personaggi,sono sempre stata consapevole delle sue doti.
E’ palese la grande competenza tecnica di cui è dotato che consente alla narrazione di scorrere senza minimo intoppo.
Ma l’avevo sentito un po’distante,distaccato,freddo.
Qui invece ho avvertito la sua presenza,un suo reale coinvolgimento nel tratteggiare questo commissario a cui ipotizzo,forse stoltamente,si sia egli stesso affezionato.
Ma non è solo Maigret a crogiolarsi dell’attenzione di Simenon.
C’è un’altra grande coprotagonista:Parigi!
In ogni pagina la vivi,la tocchi,la senti come se tu stesso camminassi per le sue strade.
Presenza grandiosa che non si limita a essere semplice sfondo,ma ti attrae irresistibilmente verso di essa.
W Maigret,W Simenon!





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