Titolo: Indignazione
Autore: Philip Roth
Pagine: 141
Edito da Einaudi nel 2011
Descrizione:
"Indignazione" racconta dell'educazione di un giovane uomo alle terrificanti opportunità e ai bizzarri impedimenti della vita nell'America del 1951.E' una storia di inesperienza,stoltezza, resistenza intellettuale,scoperta sessuale,coraggio ed errore.E'una storia narrata con tutta l'energia inventiva e l'arguzia di cui Roth è maestro,e un ulteriore poderoso tassello nella sua analisi dell'impatto della storia americana sulla vita di individui vulnerabili.
Affronto
Philip Roth per la prima volta.
Avanti,vieni
a me osannato scrittore,vediamo cosa sei in grado di fare.
Apro
le pagine e mi aspetto il classico romanzo americano.
Le
mie attese sono esaudite.
Poi
tutto a un tratto mi viene in mente
qualcosa che con l’America ha ben poco da condividere:la smorfia napoletana.
Più
precisamente un numero.
47
il morto che parla.
Eh
già.
Perché
all’improvviso e senza alcuna cautela,mi viene svelato che a raccontarmi questa
storia è un cadavere:Marcus,il
protagonista è morto.
Ma
come???Quando???Perché??? Cirooooooooooooooooo!
(Se
siete nati dopo gli anni ’80 questa non la potete capire.Sorvolate.)
Queste
e solo queste (senza il Ciroooooo!) sarebbero state le domande che mi sarei
posta leggendo.
Ma
non avevo fatto i conti con Roth.
Perché
mentre mi chiedevo il come,lui mi trascinava ad osservare i genitori di Marcus:questo
padre che pare cosi solido e inaspettatamente si ritrova travolto da un’ansia
paranoica,questa madre che sembra una semplice “brava donna”e invece,forse per
compensazione, si rivela saggia,decisa,granitica.
Mentre
mi chiedevo quando,Roth mi picchiettava la spalla per spingermi a guardare in
una stanza dell’università,dove tra Marcus e il decano si svolgeva un alterco
dal sapore di lotta per la libertà personale.
Splendido.
Un
vero monumento della letteratura.
E
ogni volta che mi chiedevo perché Roth tornava.
Insistente,pungolante
a sussurrarmi :”Che ne pensi di Olivia?E’una semplice puttana o una derelitta?E
della guerra?La vedi la guerra?E’là.Attende.Pronta a uccidere.
E le
scelte?Osserva le scelte.Sono quelle di tutti,ma conducono a una sola morte.”
La
verità è che Roth ti chiede mille occhi,devi guardare in ogni stanza,in ogni
angolo,in ogni animo.
Ma
non è faticoso.
Per
nulla.
Perché
alla sua penna si addice un aggettivo che lui stesso usa spesso in questo
romanzo:veemente.
Ti
cattura,ti trascina,ti conduce dove vuole e non ti abbandona.
Alla
fine lo scopri il come,il quando e il perché ma si rivelano stranamente
ininfluenti.
Quello
che contava era il viaggio per giungere a quel punto.
(Già sentita questa,eh?)
Tutto
perfetto dunque in questo libro?
Sembrerebbe
di si.
Allora
perché sono rimasta tiepida dinanzi a Indignazione?
Perché
l’ho trovato troppo maschile,troppo americano,troppo tecnico.
Qualcosa
mi è mancato.
L’emozione?
Direi
di si.
Ma
non c’è un numero nella smorfia napoletana che indichi l’assenza di empatia con
un romanzo.
Peccato.
Altrimenti
mi ci giocavo un ambo.

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