sabato 22 marzo 2014

Indignazione,Philip Roth












TitoloIndignazione

Autore: Philip Roth

Pagine: 141

Edito da Einaudi nel 2011


Descrizione:
"Indignazione" racconta dell'educazione di un giovane uomo alle terrificanti opportunità e ai bizzarri impedimenti della vita nell'America del 1951.E' una storia di inesperienza,stoltezza, resistenza intellettuale,scoperta sessuale,coraggio ed errore.E'una storia narrata con tutta l'energia inventiva e l'arguzia di cui Roth è maestro,e un ulteriore poderoso tassello nella sua analisi dell'impatto della storia americana sulla vita di individui vulnerabili.




Affronto Philip Roth per la prima volta.
Avanti,vieni a me osannato scrittore,vediamo cosa sei in grado di fare.
Apro le pagine e mi aspetto il classico romanzo americano.
Le mie attese sono esaudite.
Poi tutto a un tratto mi viene in mente qualcosa che con l’America ha ben poco da condividere:la smorfia napoletana.
Più precisamente un numero.
47 il morto che parla.
Eh già.
Perché all’improvviso e senza alcuna cautela,mi viene svelato che a raccontarmi questa storia è un cadavere:Marcus,il protagonista è morto.
Ma come???Quando???Perché??? Cirooooooooooooooooo!
(Se siete nati dopo gli anni ’80 questa non la potete capire.Sorvolate.)
Queste e solo queste (senza il Ciroooooo!) sarebbero state le domande che mi sarei posta leggendo.
Ma non avevo fatto i conti con Roth.

Perché mentre mi chiedevo il come,lui mi trascinava ad osservare i genitori di Marcus:questo padre che pare cosi solido e inaspettatamente si ritrova travolto da un’ansia paranoica,questa madre che sembra una semplice “brava donna”e invece,forse per compensazione, si rivela saggia,decisa,granitica.

Mentre mi chiedevo quando,Roth mi picchiettava la spalla per spingermi a guardare in una stanza dell’università,dove tra Marcus e il decano si svolgeva un alterco dal sapore di lotta per la libertà personale.
Splendido.
Un vero monumento della letteratura.

E ogni volta che mi chiedevo perché Roth tornava.
Insistente,pungolante a sussurrarmi :”Che ne pensi di Olivia?E’una semplice puttana o una derelitta?E della guerra?La vedi la guerra?E’là.Attende.Pronta a uccidere.
E le scelte?Osserva le scelte.Sono quelle di tutti,ma conducono a una sola morte.”

La verità è che Roth ti chiede mille occhi,devi guardare in ogni stanza,in ogni angolo,in ogni animo.
Ma non è faticoso.
Per nulla.
Perché alla sua penna si addice un aggettivo che lui stesso usa spesso in questo romanzo:veemente.
Ti cattura,ti trascina,ti conduce dove vuole e non ti abbandona.
Alla fine lo scopri il come,il quando e il perché ma si rivelano stranamente ininfluenti.
Quello che contava era il viaggio per giungere a quel punto.
(Già sentita questa,eh?)

Tutto perfetto dunque in questo libro?
Sembrerebbe di si.
Allora perché sono rimasta tiepida dinanzi a Indignazione?
Perché l’ho trovato troppo maschile,troppo americano,troppo tecnico.
Qualcosa mi è mancato.
L’emozione?
Direi di si.
Ma non c’è un numero nella smorfia napoletana che indichi l’assenza di empatia con un romanzo.
Peccato.
Altrimenti mi ci giocavo un ambo.


Nessun commento: