mercoledì 26 febbraio 2014

Shining vs Doctor Sleep:Stephen King





Titolo: Shining

Autore: Stephen King 

Pagine: 588 

Edizione Bompiani del 2014




Descrizione:
L'Overlook,uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve.Uno scrittore fallito,Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni,accetta di fare il guardiano invernale all'Overlook ed è allora che le forze del male si scatenano.Dinanzi a Danny,che è dotato di potere extrasensoriale, lo shine,si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze,il padre ne rimane vittima.










Titolo: Doctor Sleep

Autore: Stephen King

Pagine: 516

Edito da Sperling & Kupfer nel 2014



Descrizione:
Perseguitato dalle visioni provocate dallo shining,la luccicanza,il dono maledetto con il quale è nato,e dai fantasmi dei vecchi ospiti dell'Overlook Hotel dove ha trascorso un terribile inverno da bambino,Dan ha continuato a vagabondare per decenni.Una disperata vita on the road per liberarsi da un'eredità paterna fatta di alcolismo, violenza e depressione.Oggi, finalmente, è riuscito a mettere radici in una piccola città del New Hampshire,dove ha trovato un gruppo di amici in grado di aiutarlo e un lavoro nell'ospizio in cui quel che resta della sua luccicanza regala agli anziani pazienti l'indispensabile conforto finale.Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro,Torrance diventa Doctor Sleep,il Dottor Sonno.Poi Dan incontra l'evanescente Abra Stone,il cui incredibile dono, la luccicanza più abbagliante di tutti i tempi, riporta in vita i demoni di Dan e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l'esistenza e l'anima della ragazzina.Sulle superstrade d'America, infatti, i membri del Vero Nodo viaggiano in cerca di cibo.Hanno un aspetto inoffensivo: non più giovani, indossano abiti dimessi e sono perennemente in viaggio sui loro camper scassati.Ma come intuisce Dan Torrance,e come imparerà presto a sue spese la piccola Abra,si tratta in realtà di esseri quasi immortali che si nutrono proprio del calore dello shining.


Danny is back.


Quando ero piccola possedevo quella che King chiama la “luccicanza”.
Una sorta di preveggenza,precognizione,intuito,stregoneria,chiamatela come vi va.
Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che il primo libro da me acquistato in piena autonomia fu proprio uno dei capolavori di questo autore:It.

Poi questa luccicanza devo averla persa per strada dato che per anni ho smesso di leggere il re dell’horror.
Finche non mi hanno fortemente suggerito 22/11/63,rassicurandomi che non faceva affatto paura.
(Si,lo ammetto non sono intrepida,nemmeno sui libri.)
Ed è cosi che ho riscoperto il mio antico amore per questo autore,rinnovato con l’ uscita e la lettura di Joyland.

Ma poi mi sono trovata davanti a Doctor Sleep.
Che fare?Restare in astinenza dal Re o superare le mie fobie?
Armata di forza e coraggio ho deciso di partire per il mio viaggio verso Danny Torrance e inevitabilmente il primo passo è stato Shining.
Inutile dire che pur non avendo mai visto il film la faccia di Jack Torrance era volente o nolente quella di Jack Nicholson!
Al di là dell’aver scoperto che in fondo tutta questa fifa addosso non me la metteva,ero curiosa di leggere in sequenza i due libri per scoprire come King fosse cambiato negli anni.

Se Shining resta senza ombra di dubbio un classico dell’autore è in Doctor Sleep che viene fuori tutta la potenza divenuta ormai atto.
La differenza è netta,evidentissima.
King ormai possiede la penna e ne fa ciò che vuole con talento e dimestichezza.
Si vede dallo stile:molto più pulito,meno caotico e ingarbugliato nonostante la trama sia più complessa.
Si vede dai personaggi:in Shining sono solo quattro mentre Doctor Sleep può essere considerato a tutti gli effetti un romanzo corale.
Sono molti,tanti,tutti perfettamente visibili.
Si vede dai temi trattati:in primis l’alcoolismo che,se nel primo romanzo assumeva le sembianze di uno spettro malvagio,nel seguito diventa un problema concreto,tangibile,che richiama anche una realtà come quella degli alcoolisti anonimi.
E poi c’è ironia,sarcasmo,sembra quasi di sentire lo scrittore sghignazzare alle nostre spalle,o forse in particolar modo alle spalle degli americani.
(Vedi alla voce “Popolo dei Camper”.)

In definitiva è un King molto più raffinato questo,molto più libero.
E’il King che ho imparato ad amare con l’età adulta ed è il King che voglio continuare a leggere.


Tanto ormai non mi fa più paura :- )

domenica 16 febbraio 2014

Tra orgoglio e pregiudizio,Maria Mazzariello











Autrice: Maria Mazzariello

Pagine: 271



Descrizione:

Elizabeth Bennet ha 17 anni, ha sempre vissuto a Longbourn, piccolo paesino dello Hertfordshire, e sogna di viaggiare per il mondo; William Darcy è l’erede di una delle famiglie aristocratiche più ricche del regno. Due ragazzi diametralmente opposti ma destinati a incontrarsi e scontrarsi quando Charles Bingley, il miglior amico di William, si trasferisce per l’estate a Netherfield Park – lussuosa tenuta non troppo lontana dalla casa dei Bennet – portandolo con sé. Ed è subito antipatia. Alimentata dalla presunzione e dall’arroganza di lui e dal forte pregiudizio di lei, verso un ragazzo troppo ricco e troppo pieno di sé. Tra incomprensioni e gelosie, tra odio e risentimento, una delle storie d’amore più famose degli ultimi secoli riscritta per i più giovani e riadattata ai giorni nostri. 





Negli anni tutti noi lettori affiniamo le tecniche di acquisto,imparando a districarci nella giungla libresca come veri Tarzan (o Jane) letterari.
Voliamo in sella a delle liane immaginarie da uno scaffale all’altro senza farci incantare da copertine luccicanti,fascette che proclamano il milionesimo caso editoriale dell’anno,trame che sembrano succulente come arrosti salvo poi rivelarsi corpose come un brodino fatto con il dado.

Ma c’è un caso specifico in cui io mi trasformo in una vera dilettante dell’acquisto:quando c’è di mezzo Jane Austen.
Che sia In viaggio con Jane Austen,Un tè con Jane Austen o persino In bagno con Jane Austen,io non resisto.
Come  avrei dunque potuto mantenermi di fronte al titolo Tra orgoglio e pregiudizio?
No,non avrei potuto.
Ma le prime pagine sono state sufficienti a farmi comprendere l’errore commesso.

Il romanzo si presenta come una riscrittura in chiave moderna della più famosa opera  della Austen.
Ritroviamo  tutti i personaggi  e tutti i fatti:l’amore tra Elizabeth e Darcy,quello tra Jane e Charles Bingley,le manipolazioni di Caroline,sorella di quest’ultimo,le nevrosi della signora Bennett,l’apatia del signor Bennett,la fuga di Lydia con Wickham.
Insomma c’è davvero tutto.
Praticamente si tratta di una copia.
Il problema è che è una brutta copia.
Lo stile è ovviamente imparagonabile:scialbo,banale,piatto.
Ma il vero problema è che il tutto risulta poco credibile.
Nel suo tentativo di imitazione l'autrice mette in bocca ai personaggi termini arcaici,desueti che una persona degli anni Duemila non solo non utilizzerebbe mai,ma in molti casi nemmeno conosce.
Poi ogni tanto butta in mezzo un sms al posto di una lettera,un jeans al posto di un vestito di merletto e il gioco è fatto.
Ma è fatto male.
I romanzi della Austen sono profondamente legati al contesto sociale ed oggi quello che lei raccontava non può stare in piedi:le donne sono libere di esprimersi,le convenzioni sociali sono quasi un dinosauro del passato,la divisione tra classi non è più ostacolo ad una unione.

E’pura follia riportare tutto questo al presente.
Ne viene fuori un vero polpettone in cui gli ingredienti non si amalgamano,non legano.
Ma la colpa è mia.
Lo so.
La prossima volta che leggo un titolo che fa riferimento alla Austen devo aggrapparmi alla liana e fuggire.

Rigorosamente sconsigliato.

Meglio leggere le istruzioni di Ikea.
Anche in svedese.

giovedì 13 febbraio 2014

Geoges Simenon Day.



Oggi è il Georges Simenon Day!
Ebbene si,ben 111 anni fa (13 febbraio 1903) nasceva il prolifico scrittore belga.
Figlio della borghesia,padre contabile e madre casalinga,inizia la sua carriera giovanissimo.
A soli sedici anni già lavora per il giornale di Liegi.
Evidenza di questi tanti anni spesi a scrivere è proprio la sua vastissima produzione letteraria,che presenta numeri quasi impressionanti:


·  Romanzi e scritti brevi: circa 450
·  Inchieste del Commissario Maigret: 107
·  Articoli e reportage: quasi 3.000
.  Pseudonimi accertati: 37
·  Tradotto in 58 lingue
·  Pubblicato in 44 nazioni
·  Oltre 700 milioni di libri venduti 
   (Dati Wikipedia)


Grandissima parte della sua fama è di certo dovuta all’invenzione del commissario Maigret:un burbero buono,acuto e intelligente,gran fumatore (ma anche mangiatore e bevitore!),risolve ogni caso con intuito e determinazione.
Ma splendidi e di diverso spessore sono anche gli altri romanzi:La vedova Couderc,La camera azzurra,Tre camere a Manhattan,per citarne alcuni dei più noti.
Quello che colpisce è come la sua penna cambi,sembra quasi di trovarsi di fronte a due autori completamente diversi quando si legge di Maigret e quando invece ci si trova alle prese con le altre opere.
Il registro,la profondità emotiva,l’attenzione,la stessa costruzione della trama divergono in maniera palese rendendo evidente non solo l’innegabile talento ma anche la sopraffina tecnica.
In effetti non si può dire di conoscere realmente Simenon se non si leggono entrambi i suoi filoni letterari.


Ed è per questo che oggi vi suggerisco due titoli:
Il treno e La pazienza di Maigret.
Entrambi sono stati i miei primi libri di questo autore e le mie impressioni appartengono a quel momento.
Ho odiato Il treno,ho amato il commissario.
Il che mi ha portato inizialmente (come potrete constatare dalle recensioni) ad avere quasi un giudizio bipolare su Simenon!
Ma poi,con il tempo,oltre tutto e tutti ho imparato semplicemente ad amarlo.
In ogni sua espressione.


Buona lettura!












TitoloIl treno

Pagine: 146

Edizione Adelphi del 2008.




Descrizione:

Maggio 1940.Le truppe della Wehrmacht dilagano in Belgio e minacciano i confini della Francia.Dalle Ardenne sciami di profughi lasciano le loro case prendendo d'assalto i pochi treni disponibili.Nel carro bestiame di un convoglio che procede lentissimo verso La Rochelle,un uomo mediocre,miope e di salute cagionevole,un uomo con una piccola vita mediocre e mediocremente serena, incontrerà una donna di cui non saprà altro,nelle poche settimane che passeranno insieme,se non che è una cèca di origine ebrea, e che è stata in prigione a Namur.Fra loro,all'inizio del viaggio che li porterà fino alla Rochelle,non ci sono che sguardi,ma un po' alla volta,senza che nulla sia stato detto,le due solitarie creature diventano inseparabili;finché,durante la prima notte che passano l'una accanto all'altro sulla paglia per terra,confusi fra altri corpi sconosciuti,accadrà qualcosa di inimmaginabile.Sarà l'inizio di una passione amorosa che li isolerà da tutto ciò che accade intorno a loro(l'occupazione tedesca, i convogli di sfollati,il tendone da circo che li ospita insieme ad altre decine di profughi),chiudendoli in un bozzolo fatto di desiderio,di gioco e di una scandalosa,disperata,effimera felicità.



Ti odio Marcel!

Una casa,un giardino,un marito,una moglie incinta,una piccola bambina,i vicini di sempre,il giornale fuori la porta,il caffè,la barba,il sole che entra dalle finestre.La serena tranquillità di una famiglia.
E’ qui che ti ritrovi,quasi fisicamente, mentre sfogli le prime pagine di questo libro.
E’ descritta una dolce quotidianità che ti si incolla alla pelle.
Ma improvvisa arriva la guerra e questo pezzetto di paradiso deve essere abbandonato e allora via di corsa alla stazione per fuggire!
Ma lo sappiamo vero?

Che sia un treno o una nave(Titanic docet) la regola”Prima le donne e i bambini”vale sempre e comunque e il nostro protagonista Marcel si divide dalla sua amata famiglia finendo in un vagone merci.
Insieme a lui sale anche una donna,pallida,vestita di nero,sola,senza bagaglio,senza parole.
Ora dato che il destino non ci molla nemmeno un attimo il vagone della moglie e della figlia si perde chissà dove.

Che farà adesso il nostro maritino?
Piangerà?Lotterà?Si dispererà?Impazzirà di dolore?
No….farà delle sane corna alla moglie con la donna in nero!


Ora io già non è che sia propensa all’adulterio ma se tradimento deve essere che sia fatto di fiamme,fuochi,passioni insaziabili,cuori travolti!
E invece no!Perchè il caro Marcel non è uomo da esser travolto!
Lui è gretto e meschino,superficiale al limite della stoltezza!
Allora su!Avanti Marcel!Prenditi la tua vacanza!Dimentica tua moglie,il bimbo che sta per nascere e la piccolina;dimentica la guerra,il razionamento,la tua condizione di profugo;và a fare un po’ di sesso dove capita e poi non tralasciare di abbandonare anche la tua amante a infausto destino quando non ti servirà più!! 


Quanto ti ho detestato Marcel che piccolo,piccolo uomo che sei!
Ma il sospetto si è instillato in me”Simenon,hai voluto con tutto te stesso che io odiassi Marcel, vero?”
Non hai voluto descrivere un amore improvviso…no,credo che tu abbia desiderato narrarci dell’adulterio di un omuncolo!
Beh non mi sei piaciuto,no davvero…o forse si?
Devo pensarci,ma intanto la seconda chance te la concedo ugualmente…devo assolutamente sapere se ho indovinato le tue intenzioni!











Pagine: 153
Edizione Adelphi del 2009

Descrizione:
"Maigret si sentiva meno leggero di quando si era svegliato quel mattino nell'appartamento inondato di sole,o di quando,sulla piattaforma dell'autobus,assaporava le immagini di una Parigi variopinta come le illustrazioni di un libro per bambini.La gente aveva la mania di interrogarlo sui suoi metodi.Alcuni sostenevano addirittura di saperli analizzare,e allora li guardava con una sorta di beffarda curiosità,visto che lui,il più delle volte, improvvisava,basandosi semplicemente sull'istinto."

Ti amo Maigret!
Al mio secondo incontro con Simenon lui non era solo.
L’ho incrociato con il suo amico Maigret,me l’ha gentilmente presentato e io…..mi sono innamorata!
Ah mio commissario!Conducimi con te per le strade di Parigi,pranziamo in un bistrot,presentami ai tuoi fidati collaboratori,svelami le tue teorie,lascia che io annusi l’odore della tua pipa,permettimi di osservarti mentre folgoranti intuizioni si affollano nella tua mente,fammi vedere come infuriato ti scagli contro il colpevole!
Ah Maigret,Maigret….perchè sei tu Maigret?
Io sono pazza di quest’uomo leale e intelligente,folle della sua ironia e del suo polso fermo,infatuata delle sue capacità investigative!
Ma sopra ogni cosa sono felice di essere al mio primo appuntamento con lui e di averne a disposizione tanti altri!Cerco per un attimo di calmare i miei bollenti spiriti a favore di una breve riflessione sull’autore.
Anche nei momenti in cui,come dicevo,ho detestato Simenon,o meglio i suoi personaggi,sono sempre stata consapevole delle sue doti.
E’ palese la grande competenza tecnica di cui è dotato che consente alla narrazione di scorrere senza minimo intoppo.
Ma l’avevo sentito un po’distante,distaccato,freddo.
Qui invece ho avvertito la sua presenza,un suo reale coinvolgimento nel tratteggiare questo commissario a cui ipotizzo,forse stoltamente,si sia egli stesso affezionato.
Ma non è solo Maigret a crogiolarsi dell’attenzione di Simenon.
C’è un’altra grande coprotagonista:Parigi!
In ogni pagina la vivi,la tocchi,la senti come se tu stesso camminassi per le sue strade.
Presenza grandiosa che non si limita a essere semplice sfondo,ma ti attrae irresistibilmente verso di essa.
W Maigret,W Simenon!





mercoledì 12 febbraio 2014

Perdersi,Lisa Genova














TitoloPerdersi

Autrice: Lisa Genova

Pagine: 293

Pubblicato da Piemme nel 2011




Descrizione:

Alice ha lavorato sodo per raggiungere i suoi obiettivi e ora,a quasi cinquant'anni,sente di avercela finalmente fatta.Dopo anni di studio,di notti a base di caffè e libri di psicologia,ha coronato il suo sogno,è una scienziata di grido,insegna ad Harvard e viene chiamata dalle più prestigiose università per tenere conferenze.E poi c'è il suo più grande orgoglio,la famiglia:il marito John,un brillante esperto di chimica,che non riesce a trovare gli occhiali neppure quando li indossa,e i loro figli,Anna,Tom e Lydia,tutti e tre realizzati,anche se ognuno a modo suo.All'improvviso,però,tutto cambia.All'inizio sono solo piccole dimenticanze:una parola sulla punta della lingua che non riesce a ricordare,gli orari delle lezioni,il numero di uova nella ricetta del pudding natalizio,quello che prepara da più di vent'anni.E poi un giorno,dopo il giro di jogging quotidiano,Alice si ritrova in una piazza che è sicura di conoscere ma che non sa dove si trovi.Si è persa,a pochi metri da casa.Qui comincia il suo viaggio tra le corsie d'ospedale,a caccia del male che sta cancellando i suoi ricordi.Quando le viene diagnosticato l'Alzheimer precoce,tutto ciò in cui Alice ha sempre creduto pare sgretolarsi,il mondo intorno a lei sembra sfuggirle ogni giorno di più.



L'Oblio


Non è semplice parlare di una storia sul morbo di Alzheimer.
Perché se non l’hai vissuto,se non ti ha toccato,quantomeno sfiorato, non riesci davvero a capirlo.

Immaginate di amare qualcuno.
Tanto.
Tantissimo.
Immaginate di avere milioni di ricordi insieme a questo qualcuno.
Immaginate che a un certo punto questo qualcuno vi veda e vi chieda:”Tu chi sei?Come ti chiami?”
Immaginate che il vostro cuore si rompa un po’ di più ogni volta che vi viene posta questa domanda.
Immaginate il dolore che provate nel sapere che questo qualcuno vive in un mondo di estranei.
Nessun viso gli scalda il cuore.
Senza amore.Senza ricordi.Senza consapevolezze.Senza autonomia.

Ecco è questo che vi racconta la bravissima Lisa Genova.
Con rispetto profondo vi porta nel luogo della non memoria.
Un posto amaro,drammatico,spaventoso ma dipinto in maniera reale,senza la voglia di tragicizzare ad ogni costo.
Piena di delicatezza e amore ci narra la storia di Alice,50enne,professoressa di psicologia ad Harvard a cui improvvisamente viene messa tra le mani una diagnosi che fa lo stesso rumore di una bomba ad orologeria:Alzheimer presenile.
Intorno a lei un marito,tre figli e le dinamiche psicologiche e familiari che si installano prima,durante e dopo lo scoppio della bomba.

E’un romanzo,è vero,ma potrebbe tranquillamente essere una storia vera.
Leggetelo per capire meglio questa malattia senza cura.
Leggetelo perché è un romanzo bellissimo.

domenica 9 febbraio 2014

Il lettore snob.






Se gli nomini Fabio Volo devi immediatamente somministrargli un Maalox perché gli è preso il bruciore di stomaco.
Se ti azzardi a dire che la Rowling ha creato un capolavoro si butta in una tirata di dodici ore sul fatto che il fantasy è l’antitesi del porno:dopo i 18 anni è proibito leggerlo.
(Rischi la cecità.)
Se accenni alla trilogia delle 50 sfumature finge di non averne mai sentito parlare e subito dopo sviene.

Ma è una la parola che provoca in lui la stessa espressione di chi si è appena trovato faccia a faccia con il demonio: BESTSELLER.
Pronuncia queste dieci lettere e ti guarderà come se,nell’ordine:
- avessi tentato di uccidergli la madre brandendo un coltello da macellaio,
- fossi stato tu alla guida dell’auto che gli ha investito il cane sei anni prima,
- avessi fornito a Saddam armi di distruzione di massa.

Perché per questo soggetto il bestseller è inconcepibile.
Legge solo libri che non hanno venduto più di mille copie in tutto l’emisfero occidentale.
Trova commerciale Eco,le sorelle Bronte,Pirandello,Svevo,McEwan,McGrath e Saramago.
Forse salva Franzen.Ma nemmeno è detto.

E’alto,magro,ha i capelli castani.
Porta gli occhiali anche se ci vede benissimo perché danno un’aria intellettuale.
Ha tra i 18 e i 50 anni (dopo diventa saggio anche lui),studia i cataloghi di case editrici raffinate e sull’orlo del fallimento perché non vendono na cippa,indossa solo pull in cachemire perché la lana gli provoca prurito.
Cita autori di cui tu ignori completamente l’esistenza.
Non solo,ne conosce a menadito la biografia mentre tu non sei nemmeno certo che Dante sia nato a Firenze.
Si autocostringe a letture che per capirle davvero necessita dell’enciclopedia in 118 volumi e di 34 dizionari.

Signore e signori l’avete riconosciuto vero?
Ecco a voi lo snob letterario:chi non ne ha mai incontrato uno nella vita?
E’capitato a tutti prima o poi di imbattersi in soggetti del genere.
Ma noi che siamo lettori felici e appagati,noi che innalziamo al cielo la bandiera della libertà incondizionata sulle scelte letterarie,noi che osiamo prendere in mano persino un Harmony,di questo non ci preoccupiamo.
Sorridenti e incuriositi lo ascoltiamo accoglienti.
Leggesse ciò che più gli aggrada.

E’solo a un certo punto che personalmente iniziano a irritarsi i bulbi piliferi,che sento il menisco traballare,che le falangi mi tremano e i due neuroni che mi sono rimasti si guardano negli occhi.
Quando lo snob rivela la grande pecca del suo ragionamento:quest’uomo è convinto che noi siamo quello che leggiamo.
Tradotto:se leggi Twilight sei un idiota.
Da dove prenda un nesso consequenziale tra letture scelte e intelligenza non è dato sapere.
Ma è cosi.
E dunque tu,tu piccolo stolto che ti gingilli con Zia Mamè,che porti l’onta di esserti appassionato al Codice Da Vinci,che hai acquistato un giallo dal giornalaio perché era pure in offerta,tu,si proprio tu,sei la vergogna della cultura,lo scempio di quell’opera d’arte chiamata Letteratura.
Tu sei uno stupido.

Allora vorrei dire solo una cosa ai  miei cari snob letterari:il vostro grande problema e limite è che ci giudicate.
I libri ci formano,ci arricchiscono,ci fanno sognare trascinandoci altrove,ci fanno riflettere e divertire,a volte annoiare,altre incazzare.
I libri fanno parte della nostra vita ma non sono riflessi di noi stessi.
Quindi fatela finita e smettete di lanciarci occhiate sprezzanti.
Non abbiamo bisogno di essere redenti.
Abbiamo solo bisogno di essere lasciati in pace mentre leggiamo ciò che vogliamo.


Pace e bene a voi,fratelli di lettura snob.

mercoledì 5 febbraio 2014

#fallabreve #leaffinitàelettive

Due segnalazioni "volanti" su libri e lettori.

Per i librofili twitteriani:da qualche giorno gira il geniale hashtag #fallabreve.

Cos'è?
Ce lo spiega uno dei tre ideatori,alias Ennesimo blogghista @bloggoergosum:

"Cos'é ? 1.Prendi un'opera letta. 2.Scrivi un sunto icastico. 3.Twitta con "


Giusto qualche esempio per comprendere meglio di cosa si tratta (e come ho partecipato):



"Borghesia americana che ignora il corretto utilizzo del Prozac."


Libertà,Franzen

#fallabreve


"Sposami!"Sinossi in 5 secondi (se leggi veloce in 1) di tutti i romanzi di Jane Austen
#fallabreve


"La vera storia della mamma di Rocco Siffredi."
E' nata una star?,Nick Hornby
#fallabreve

Il ballo, Irene Nemirovsky.Sinossi a cura di Jovanotti:
"E'qui la festa?"
"Ciao mamma, guarda come mi diverto."
#fallabreve

"Come superare il tradimento:101 ragioni per non imbracciare il kalashnikov contro l'amante di tua moglie."
Le braci,Marai
#fallabreve

"Mogli e buoi dei paesi tuoi."
Né di Eva né di Adamo,Nothomb
#fallabreve

"Donna che non riesce a trovare un nome al suo gatto."
Colazione da Tiffany,Capote
#fallabreve

"L'ospite è come il pesce:dopo 3 giorni puzza."


Le catilinarie,Amélie Nothomb

#fallabreve


"Ho scritto un libro talmente brutto che mi hanno spedito a Masterpiece".
Villa Metaphora,Andrea De Carlo.


"L'amore ai tempi dei filtri anti-spam disabilitati."
Le ho mai raccontato del vento del nord,Glattauer




"Era meglio se prendevo il Frecciarossa."

Assassinio sull'Orient Express,Christie

"Pensavo fosse un'ovaia invece era un testicolo."
Middlesex,Eugenides
#fallabreve

In definitiva si tratta di un po'di sana - a tratti spietata! - ironia sui nostri amati libri.

Date una occhiata è davvero divertente e stimolante!
E,sbirciando sbirciando, troverete anche interessanti consigli di lettura.


La seconda iniziativa di cui volevo dirvi è a cura della casa editrice Feltrinelli:si chiama le affinità elettive.

Di seguito il link:


http://affinitaelettive.feltrinellieditore.it/



Si tratta di accedere tramite i nostri profili Twitter o Facebook,costruire una personale biblioteca virtuale e sulla base delle nostre scelte letterarie potremo vedere la percentuale di affinità (ribadisco letteraria!) che abbiamo con altri utenti.

Non ho ancora partecipato ma volentieri inizio a segnalarlo.

Come volentieri vi consiglio,per chi ancora non l'avesse fatto, di leggere il romanzo da cui l'iniziativa prende il titolo.

Un classico,sempre meraviglioso.








TitoloLe affinità elettive

Autore: Wolfgang Goethe

Edizione del 2007 a cura di Einaudi













Descrizione:
Il solido matrimonio di Edoardo e Carlotta viene scosso dall'arrivo del Capitano e della giovanissima Ottilia. Ben presto le affinità elettive tendono a unire da una parte Edoardo e Ottilia e dall'altra Carlotta e il Capitano. Se Edoardo si abbandona alla passione, inebriato dai propri sentimenti, Carlotta cerca invece di frenarsi e far vincere la ragione, mentre Ottilia, «la piú dolce figlia della natura che sia uscita dalle mani di un artista» (Thomas Mann), risponde alla legge dell'istinto con un sentimento totale ma rigoroso e castissimo. Un capolavoro della letteratura di tutti i tempi nell'eccezionale traduzione di Massimo Mila, che sottrae «al limbo dei cosí detti "classici" un'opera che può ben dirsi una delle sorprendenti "primizie" del romanzo moderno».




martedì 4 febbraio 2014

I LIBRI NON SI BRUCIANO




"La casa editrice Rizzoli ha comprato questa pagina sul Corriere della Sera di oggi,probabilmente in relazione alle foto circolate sui social network che mostrano un libro di Corrado Augias bruciato in un caminetto. Augias aveva fatto alcune critiche al Movimento 5 Stelle intervistato alle Invasioni Barbariche, su La7. Rizzoli fa parte dello stesso gruppo editoriale del Corriere, RCS."(Fonte Il Post)


Lodevole l'iniziativa di questa importante casa editrice.
Ma non può non lasciare l'amaro in bocca.
Lascia un senso di sconfitta,di demoralizzazione,di decadenza.
Come diamine è possibile che ci sia ancora necessità di ricordarlo?
Come diamine è possibile che qualcuno bruci un testo di Augias?
Cosi si dimostra il plausibilissimo disaccordo di opinione?
Tu dici qualcosa che non mi piace e io brucio il tuo lavoro?
A me,napoletana,tutto questo fa venire in mente atteggiamenti camorristici.
E allora sono con Rizzoli e con tutte le case editrici e i lettori e i non lettori.

I LIBRI NON SI BRUCIANO.



E dato che in questo blog ho scelto di parlare proprio di libri,non posso che suggerirvi la lettura di  Libri da ardere di Amélie Nothomb.
Storia di una guerra in cui per sopravvivere sei costretto a bruciare i libri per scaldarti.E anche se ne va della tua vita la scelta è incredibilmente ardua.





Cosa sei disposto a fare per non patire il freddo?
Fuori la guerra imperversa. 
Uscire per strada equivale a suicidarsi.
Il gelo ti attanaglia.
Con cosa ti difendi?
Hai poche scelte.Anzi ne hai due.Riscaldarti con il corpo di qualcuno o ardere l’unico combustibile che ti resta:la carta,i libri.
Sono il professore di letteratura,il suo assistente Daniel e la sua fidanzata Marina a dover compiere questa scelta.
Il professore è cinico,ha un’ ironia sprezzante,propone ai suoi studenti opere che detesta e denigra opere che in fondo ama.
Daniel cambia fidanzata ogni anno.Ad agosto le lascia.Puntualmente.
Marina è magra,piccola,sfrontata.E’ la più aggressiva.
Benvenuto gentil sesso.
Ora aggiungete che siamo dentro l’università,mica altrove?I testi si studiano,si scandagliano,si giudicano davvero e questo rende molto meno superficiale la decisione.
La domanda,posta in maniera diversa è delle più classiche e vecchie:qual è l’unico libro che porteresti su un’isola deserta?
Dietro questo interrogativo che fa da scudo alle discussioni si celano profonde dinamiche umane,verità che dinanzi alla guerra non ha più senso lasciar segrete,bisogni primordiali,primari.

“DANIEL: Questa no, eh! È diventato il suo chiodo fisso. Qualsiasi cosa uno dica lei ribatte: «C’è la guerra». Uno la accusa di bruciare dei capolavori e lei risponde: «C’è la guerra». Uno la accusa di portare alle stelle dei romanzi spazzatura e lei risponde: «C’è la guerra». Uno la accusa di sedurre la ragazza del suo assistente e lei risponde: «C’è la guerra».
IL PROFESSORE: Il fatto è che c’è la guerra!
DANIEL: E perché questo la dovrebbe scusare?
IL PROFESSORE: Le leggi non sono più le stesse quando c’è la guerra, nel caso lei non se ne sia accorto."

Il testo essendo scritto come opera teatrale è rapidissimo.Tutto discussioni,tutto scambi,quasi nessuna descrizione se non inerenti al movimento fisico dei tre protagonisti.
Come sempre,strepitosa Amèlie.